L’Orologio dell’Apocalisse segna oggi 85 secondi alla mezzanotte, il punto più vicino mai raggiunto nella storia. A stabilirlo è stato il Bulletin of the Atomic Scientists, che ha segnalato l’aumento dei rischi legati a armi nucleari, intelligenza artificiale, sicurezza biologica e crisi climatica.
Creato nel 1947 durante la Guerra Fredda, il Doomsday Clock è un simbolo della vicinanza dell’umanità all’autodistruzione, rappresentata dalla mezzanotte. Negli ultimi anni le lancette si sono progressivamente avvicinate: dai 90 secondi del 2023 e 2024 agli 89 secondi dello scorso anno, fino all’attuale record. Secondo gli esperti, la mancanza di progressi concreti nel contrasto alle minacce globali rende ogni secondo perso un passo in più verso un possibile disastro globale. Durante la trasmissione “Good Morning Kiss Kiss”, il giornalista scientifico Luigi Bignami ha spiegato in diretta le ragioni di questa situazione e le minacce che incombono sul nostro pianeta.
Orologio dell’Apocalisse: cosa misura davvero secondo Luigi Bignami
Durante l’intervista su Radio Kiss Kiss, Luigi Bignami ha chiarito il significato dell’Orologio dell’Apocalisse. Alla domanda se questo strumento misuri il rischio reale per il mondo o la nostra incapacità di collaborare, Bignami ha risposto: “Misura proprio quest’ultima cosa, è l’incapacità, la mancanza di fiducia reciproca che noi avevamo negli anni passati.” Il giornalista ha sottolineato che le minacce sono molteplici: “C’è la minaccia nucleare, c’è la minaccia del clima, c’è la minaccia dell’intelligenza artificiale, perché vista da un lato è una cosa meravigliosa, vista da un altro lato è una cosa molto pericolosa.” Secondo Bignami, l’interazione tra queste minacce e la mancanza di fiducia tra i governi sono i fattori che ci hanno portato così vicini alla mezzanotte simbolica. “Davvero è sottovalutata la mancanza di interazione tra tutti i governi”, ha aggiunto.
Le minacce principali: nucleare, clima e intelligenza artificiale
Alla domanda su quale sia la minaccia più sottovalutata, Luigi Bignami ha spiegato che tutte e tre – nucleare, clima e intelligenza artificiale – sono pericolose. “In questo momento fanno paura tutte e tre. Il problema nucleare è qualcosa che, potenzialmente, domani mattina un folle potrebbe innescare decidendo di scatenare una guerra nucleare per i propri fini. Il clima, invece, è una questione nella quale siamo già immersi, in un’evoluzione per certi versi drammatica. L’intelligenza artificiale, infine, accelera tutte le decisioni”. Bignami ha messo in guardia sull’effetto combinato di queste crisi: “Non c’è una più grave di tutte le altre, ma è l’interazione tra queste crisi che può portare davvero ad una evoluzione drammatica.” Ha ricordato anche come nel 1991, durante la Guerra Fredda, l’orologio segnasse 17 minuti dalla mezzanotte grazie a una maggiore fiducia e cooperazione internazionale, elementi oggi venuti meno.
Fiducia e memoria storica: cosa abbiamo perso rispetto al passato
Bignami ha riflettuto su cosa sia cambiato rispetto al passato, quando la distanza dalla mezzanotte era maggiore. “Secondo me manca oggi e invece c’era a quel tempo la fiducia. C’erano i vari trattati sul disarmo per esempio e c’era una cooperazione internazionale per cercare un controllo.” Il giornalista ha spiegato che la memoria storica aveva un ruolo importante: “Ai tempi nel 91 ci ricordavamo cosa volevano dire i nostri padri o comunque io che sono dei padri, vuol dire perché a una certa età ricordavamo cos’era la Seconda Guerra Mondiale. Oggi non ci sembra più nemmeno vero e questa mancanza di fiducia che ha portato da 17 minuti a poco più di un minuto.” Alla domanda su cosa possano fare i cittadini per far arretrare le lancette, Bignami ha risposto: “Secondo me la cosa più importante che noi piccoli, perché non siamo i politici che possiamo fare, è prendere coscienza delle situazioni. Non lasciare agli altri quello che bisogna fare, ma prendere coscienza e quindi poter dire la nostra come popolo, come persone che vivono nei diversi territori è una cosa fondamentale.”
