Il tweet infuocato di Musk
Elon Musk ha definito il premier spagnolo Pedro Sánchez “un tiranno e un traditore del popolo spagnolo” su X, il social di sua proprietà, dopo l’annuncio della Spagna di vietare l’accesso ai social network ai minori di 16 anni. La misura, annunciata al World Government Summit di Dubai, obbliga le piattaforme a introdurre sistemi di verifica dell’età per proteggere i giovani da abusi, violenza, pornografia e manipolazioni digitali.
La posizione della Spagna
Il premier Sánchez ha spiegato la nuova legge sottolineando la necessità di “proteggere i nostri ragazzi dal far west digitale”. La decisione si inserisce in un contesto europeo, seguendo esempi già adottati da Francia e Australia. A Parigi, l’età minima è fissata a 15 anni, con consenso dei genitori, mentre l’Australia limita i social agli under 16, imponendo sanzioni severe ai colossi del web in caso di inadempienza. Anche il Portogallo sta valutando misure analoghe.
La reazione di Bruxelles
La Commissione europea, pur intervenendo, ha mostrato cautela. Thomas Regnier, portavoce per la sovranità tecnologica, ha commentato: «Apprezziamo sempre il rispetto, anche online. È possibile collaborare con una piattaforma come X? Sì, speriamo che sia possibile». Regnier ha aggiunto dubbi sulla responsabilità degli amministratori delegati: «È molto complicato». Bruxelles non sembra pronta a sostenere con forza la posizione netta di Madrid.
La difesa del governo spagnolo
Madrid ha reagito con decisione alle accuse di Musk. Felix Bolanos, ministro della Presidenza e della Giustizia, ha difeso Sánchez e denunciato i rischi della “tecno-casta” proveniente dalla Silicon Valley: «Per molti anni abbiamo visto come i miliardari ingrassassero i loro servitori politici per ridurre i diritti e attaccare la democrazia. Ora questi predatori partecipano direttamente alla politica, minacciando il rispetto, la convivenza e i diritti di tutti».
Il braccio di ferro prosegue
Il governo spagnolo intende approvare a breve il progetto di legge che introdurrà la responsabilità penale per gli amministratori delle piattaforme digitali. Elon Musk mantiene la sua posizione dura, mentre l’Europa resta cauta e il dibattito internazionale sulla regolamentazione dei social per i minori si fa sempre più acceso.
