Le Bambole di Pezza, band pop-punk milanese, debutteranno al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Resta con me”. La canzone è una ballad rock che affronta temi come l’unione e la sorellanza, sottolineando l’importanza di restare uniti nei momenti difficili. Nella serata delle cover, il gruppo si esibirà insieme a Cristina D’Avena con la celebre sigla di “Occhi di gatto”.
“Sorellanza è passare da un garage al palco dell’Ariston”
In un’intervista rilasciata a Sky TG24, le Bambole di Pezza raccontano il significato della loro partecipazione al Festival di Sanremo 2026 con il brano Resta con me. La band, unica formazione interamente femminile in gara tra i Big, porta sul palco dell’Ariston una ballad rock intensa che parla di unione, identità e forza collettiva. Un debutto nel mainstream che rappresenta anche il coronamento di un lungo percorso artistico.
“Resta con me” e il valore della sorellanza
Il cuore della loro partecipazione è racchiuso nel messaggio del brano in gara. «E’ un brano in cui il resta con me è sorellanza perché è grazie a questa sorellanza, che per altro ci porta a essere l’unica band a Sanremo, che abbiamo scoperto, vivendo, quanto sia importante per tenere duro e raggiungere obiettivi importanti. Siamo la prima band femminile su quel palco, quindi sentiamo impegno e responsabilità».
Le Bambole di Pezza sottolineano come il pezzo non sia una classica canzone d’amore, ma un invito alla connessione e alla solidarietà. «La parola giusta è unione, ci vuole coraggio per restare insieme in un momento storico come l’attuale. E’ un richiamo al valore dell’umanità, al non essere isole».
Una ballad rock tra identità e libertà artistica
Nonostante alcuni abbiano definito il brano più morbido rispetto al loro stile, la band rivendica con decisione la propria scelta musicale. «Quando la abbiamo ascoltata la abbiamo sentita come la canzone giusta. Il primo disco delle Bambole di Pezza contiene ballad, le ballad rock hanno sempre fatto parte della nostra storia».
La loro identità resta legata a un’attitudine ribelle, più che a un genere specifico. «Ci definiscono punk ed estreme ma è la nostra natura che ci rende ribelli a un sistema, è l’attitudine. Qualunque cosa viene bambolizzata».
Il duetto con Cristina D’Avena e la sorpresa all’Ariston
Uno dei momenti più attesi sarà la serata delle cover, in cui la band si esibirà con Cristina D’Avena in una versione speciale di Occhi di Gatto. «E’ una versione bambolizzata, Cristina è meravigliosa, si è dimostrata una sorella con una forte idea di sostegno alle donne. Lei ci ha chiesto più rock. Ci sarà anche una sorpresa».
La scelta del brano ha un forte valore simbolico. «Per noi Occhi di Gatto è il ricordo dell’infanzia che unisce tutti. Il cartoon è fantasia e ci permette di essere sfaccettate».
Dal garage al palco di Sanremo: il significato del debutto
La partecipazione al Festival rappresenta una svolta importante nella loro carriera, costruita con anni di gavetta. «Abbiamo iniziato a parlarne tra di noi già due anni fa, ragionando anche su come fare. L’importante è avere dietro una gavetta e trasmettere una crescita: la nostra storia è da un garage al parco di Sanremo».
La loro presenza assume anche un significato simbolico per la rappresentazione femminile nel rock. «Con cinque donne è cara la tematica femminile in tutte le sue sfaccettature. Affronteremo la violenza sulle donne anche in seguito nei concerti».
Un messaggio per le nuove generazioni
Le Bambole di Pezza sperano che il loro percorso possa essere fonte di ispirazione per altre giovani musiciste. «Speriamo che un mucchio di ragazzine dica…ora lo faccio anche io. Il valore della sorellanza va coltivato anche se non è semplice».
La band sottolinea anche l’importanza della libertà di espressione e dell’ascolto. «La censura arriva dall’alto e ti impedisce di esprimerti, la contestazione arriva dal popolo e va ascoltata».
Il futuro dopo Sanremo
Dopo l’esperienza sul palco dell’Ariston, il gruppo è già pronto a guardare avanti con un tour che partirà da Milano il 15 aprile. «Faremo un tour post Sanremo, debutteremo il 15 aprile da Milano. Siamo pronte per infinite date».
Sanremo 2026 rappresenta quindi non solo un traguardo, ma anche un nuovo inizio per le Bambole di Pezza, determinate a portare avanti il loro messaggio di unione, identità e forza attraverso la musica.