Un video in cui Brad Pitt e Tom Cruise si affrontano in una rissa spettacolare su un tetto ha fatto il giro del mondo in poche ore. Non si tratta di una scena girata per un film, ma di un contenuto generato da Seedance 2.0, la nuova intelligenza artificiale per la creazione di video lanciata da ByteDance, la società madre di TikTok. Ed è proprio questo il punto più inquietante: la somiglianza con la realtà è tale da mettere in crisi anche gli occhi più esperti.
Cos’è Seedance 2.0 e perché fa discutere
Seedance 2.0 è un modello di IA multimodale capace di generare video realistici partendo da semplici descrizioni testuali, immagini, audio o clip di riferimento. In pochi secondi è in grado di produrre scene fluide, coerenti e visivamente credibili, fino alla risoluzione 2K.
Non è la prima tecnologia di questo tipo, ma mai prima d’ora il confine tra finzione e realtà era apparso così sottile. Ed è proprio questo realismo estremo ad aver acceso il dibattito globale.
L’accusa: “Un rischio per le opere protette”
A intervenire pubblicamente è stata anche la Motion Picture Association, che ha espresso forti preoccupazioni sull’uso dei contenuti protetti.
Secondo l’associazione, il problema non è solo il video in sé, ma “il livello di somiglianza con opere e persone reali”, un aspetto che “potrebbe diventare pericoloso se sfruttato su larga scala”.
Sulla stessa linea si muovono sindacati e associazioni di categoria, che temono l’utilizzo non autorizzato di volti, stili e performance riconducibili ad attori reali.
ByteDance si difende: “Rispettiamo la proprietà intellettuale”
Dal canto suo, ByteDance respinge le accuse. In una nota riportata da media internazionali, l’azienda ha assicurato che Seedance 2.0 “rispetta la proprietà intellettuale” e che sono in corso ulteriori rafforzamenti delle barriere di sicurezza.
“Stiamo lavorando per prevenire abusi e usi impropri della tecnologia”, è la posizione ufficiale del gruppo, anche se il confronto con l’industria culturale appare ormai inevitabile.
Il vero nodo: deepfake e disinformazione
Al centro del dibattito c’è una domanda scomoda: come si può dimostrare che un modello di IA non abbia imparato da opere protette, se il processo di addestramento resta una “scatola nera”?
Per il pubblico, il rischio è ancora più concreto. Video ultra realistici possono trasformarsi in deepfake convincenti, pubblicità false o presunte “prove” visive difficili da smentire. In questo scenario, la fiducia nelle immagini rischia di crollare.
Opportunità e paure per i creatori
Seedance 2.0 è anche uno strumento potentissimo per chi lavora nel settore creativo. Può essere utilizzato per previsualizzare scene, sviluppare storyboard o testare idee senza affrontare costi di produzione elevati.
Ma la stessa tecnologia entra in collisione con un quadro legale ancora incerto, che potrebbe cambiare rapidamente sotto la pressione di cause e regolamentazioni. Come osservano diversi analisti, la vera domanda non è “cosa può fare Seedance”, ma “quali limiti le verranno imposti”.
Una rivoluzione che va oltre una singola app
La rissa virtuale tra Brad Pitt e Tom Cruise è solo un simbolo. Seedance 2.0 rappresenta un passaggio chiave nella corsa globale all’IA generativa applicata al cinema e all’audiovisivo.
Il suo impatto non riguarda soltanto ByteDance o TikTok, ma l’intero ecosistema dei media: dal valore del lavoro creativo alla fiducia del pubblico nelle immagini. Una rivoluzione già in atto, che promette opportunità enormi ma anche rischi senza precedenti.