Il Festival di Sanremo è stato recentemente riconosciuto come patrimonio culturale italiano, grazie anche all’attenzione istituzionale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Durante la trasmissione “Good Morning Kiss Kiss”, la professoressa Anna Bisogno ha spiegato il valore storico e mediatico del Festival, sottolineando il suo ruolo nell’identità nazionale e nella diffusione della musica italiana nel mondo.
Sanremo e il riconoscimento istituzionale: un passaggio epocale
Durante la puntata di “Good Morning Kiss Kiss”, si è parlato delle funzioni istituzionali e non istituzionali del Presidente della Repubblica, con particolare attenzione al recente gesto di Sergio Mattarella. Il Presidente ha ricevuto al Quirinale tutti i protagonisti del Festival di Sanremo, sancendo così l’importanza della musica italiana come patrimonio culturale del Paese. La professoressa Anna Bisogno, esperta di media, ha commentato: “Quello che avete già detto è assolutamente vero, è stato un passaggio importante direi epocale che ha certificato istituzionalmente non solo la musica come patrimonio italiano e se vogliamo questo un po’ già si sapeva, ma è stato proprio canonizzato il Festival di Sanremo, cioè è stato istituzionalizzato come patrimonio culturale del paese”. Bisogno ha sottolineato come eventi simili siano solitamente riservati a momenti storici o eccellenze che rappresentano l’Italia nel mondo, e che questa volta il riconoscimento sia stato attribuito al Festival di Sanremo, rappresentato da conduttori e artisti in gara. Secondo l’esperta, questa certificazione “dice quanto questo evento, l’ultimo rito popolare della televisione italiana, nato alla radio nel dopoguerra, è stato uno strumento fondativo dell’immaginario e della stessa identità culturale dell’Italia”.
Il ruolo dei media e della radio nella storia di Sanremo
Nel corso dell’intervista, Anna Bisogno ha ricordato come il Festival di Sanremo abbia accompagnato la storia della Repubblica italiana in tutte le sue fasi, dalla ricostruzione del dopoguerra fino all’idea di modernità e speranza. “Pensiamo a Modugno che nel 58 al Festival di Sanremo canta nel blu dipinto di blu allargando le braccia. Ma anche la nascita del sistema, del duopolio, la nascita delle radio che sono state cruciali proprio nella diffusione della musica e del Festival di Sanremo”, ha spiegato Bisogno. L’esperta ha sottolineato il ruolo strategico della radio nella diffusione della musica italiana e nella crescita del Festival, ricordando che la radio è stata fondamentale anche in altre “partite”, come quella del digitale. La trasmissione ha poi evidenziato l’orgoglio per la trasmissione in mondovisione del Festival, che raggiunge milioni di telespettatori in tutto il mondo. Bisogno ha confermato: “Assolutamente, come dicevate non c’è un angolo del mondo in cui non si canti o non si conosca una canzone italiana. E questo insieme, la musica come anche il cinema sono stati il fonte più grande dell’Italia nel mondo e ancora oggi il grande racconto dell’Italia passa attraverso la musica e il cinema grazie alla radio, grazie anche alla televisione e ai social”.
Sanremo e i giovani: il ruolo dei social e il modello Amadeus
Un altro tema affrontato durante la diretta è stato il rapporto tra il Festival di Sanremo e il pubblico giovane. La professoressa Bisogno ha spiegato che l’avvicinamento dei giovani al Festival è un fenomeno recente, favorito dal cosiddetto “modello Amadeus”. “C’è stato un modello Amadeus che ha un po’ creato questa convergenza tra il festival, il vecchio un po’ stanco festival con la musica sulle piattaforme, gli artisti più ascoltati, non dal mainstream e quindi questo naturalmente con la congiuntura, sutura dei social network ha creato un avvicinamento”, ha dichiarato Bisogno. Secondo l’esperta, oggi il Festival di Sanremo è “un interessantissimo laboratorio di linguaggi che ibrida appunto generi e soprattutto domina le conversazioni sui social. È diventata una sorta di serie televisiva che finisce a febbraio ma che riprende a marzo”. La presenza sui social e la capacità di coinvolgere artisti seguiti dalle nuove generazioni hanno reso il Festival un evento sempre più attuale e seguito, capace di rinnovarsi e di mantenere un ruolo centrale nella cultura italiana.