Stasera, nella serata cover del Festival di Sanremo 2026, Luchè sceglie un classico degli anni ’90: “Falco a metà”, portando sul palco dell’Ariston lo stesso autore, Gianluca Grignani. Un incontro tra urban contemporaneo e rock cantautorale che promette intensità emotiva.
La storia del brano
“Falco a metà” è contenuta nell’album Destinazione Paradiso (1995), il disco che consacrò Grignani come una delle voci più riconoscibili della sua generazione.
Scritta interamente dall’artista milanese, la canzone nasce in un momento di grande esposizione mediatica: successo improvviso, pressioni, aspettative. Dentro quel vortice, Grignani mette nero su bianco un sentimento di inquietudine e sospensione.
Celebre anche l’episodio del Festivalbar 1995, quando – costretto al playback – cantò senza microfono per protesta: un gesto rimasto simbolico della sua autenticità ribelle.
Testo e significato
Il fulcro del brano è nella metafora del falco. Animale che domina il cielo, qui è “a metà”: non del tutto libero, non completamente prigioniero.
Versi come “Sono seduto su un grattacielo / vedo gli aerei passare / poi guardo giù, voglio saltare / voglio imparare a volare” raccontano un conflitto interiore profondo. È il desiderio di spiccare il volo, ma anche la paura di farlo davvero.
Non è una canzone di conquista, ma di passaggio. Parla di fragilità, di incompiutezza, della distanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe diventare. Per questo continua a parlare a generazioni diverse: non offre soluzioni, ma accompagna chi si sente “in bilico”.
Sono seduto su un grattacielo
Vedo gli aerei passare
Poi guardo giù, voglio saltare
Voglio imparare a volare
E allora volo via
Siamo in viaggio io e la mente mia
Guardami, ho già spiccato il volo
Ed ora sono proprio sopra casa tua
Il falco va
Senza catene
Fugge agli sguardi
Sa che conviene
E indifferente sorvola già
Tutte le accuse
Boschi e città
Io che son falco
Falco a metà
Sono di nuovo sul grattacielo
Ed ho imparato a volare
Se guardo giù quello che vedo
Ora è la gente passare
E chissà se questo è
Il segreto per vivere con me
Seduto su un grattacielo devo stare
In alto come un falco
Per non farmi catturare
Ma il falco va
Senza catene
Fugge agli sguardi
Sa che conviene
E indifferente sorvola già
Tutte le accuse
Boschi e città
And so my friends
Libera le ali, ogni anima le ha (oh-oh-oh)
Rubale alla libertà
And so my friends
Libera le ali, ogni anima le ha (oh-oh-oh)
Rubale alla libertà
Il falco va
Senza catene
Fugge agli sguardi
Sa che conviene
E indifferente
Sorvola già
Tutte le accuse
Boschi e città
Io che son falco
Falco a metà
Il duetto a Sanremo 2026
Per Luchè – in gara con “Labirinto” – la scelta è coerente con la sua poetica introspettiva. Il rapper napoletano, da sempre attento ai temi di identità e conflitto interiore, trova in “Falco a metà” un terreno emotivo affine.
La presenza di Grignani aggiunge peso simbolico: non una semplice cover, ma un passaggio di testimone tra due artisti che, pur parlando linguaggi diversi, condividono la stessa tensione verso la libertà.
All’Ariston, “Falco a metà” torna così a volare. Non completamente. Non definitivamente. Ma con la stessa, struggente, verità di sempre.