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La detenzione dell’ex principe Andrea scuote il regno di Carlo III: cosa rischia l’ex duca di York e cosa si nasconde dietro l’arresto

L’arresto dell’ex principe Andrea, fratello di Carlo III, apre la più grave crisi del suo regno: oltre ai noti legami con Jeffrey Epstein, l’ex duca di York è sospettato di aver condiviso documenti riservati del governo britannico, rischiando ora un processo e pesanti conseguenze penali.

La monarchia britannica affronta la più grave crisi dall’inizio del regno di Carlo III. L’arresto dell’ex principe Andrea, già duca di York, per i suoi legami con il finanziere e pederasta Jeffrey Epstein, ha aperto uno scenario senza precedenti nella storia moderna della Casa Reale.

Secondo le informazioni emerse nelle ultime ore, non si tratta soltanto delle note relazioni tra Andrea e Epstein — già al centro di scandali internazionali — ma di un sospetto ancora più grave: l’ipotesi che l’ex principe abbia utilizzato il suo incarico pubblico di inviato speciale per il commercio del Regno Unito per accedere a documenti governativi riservati e trasmetterli al suo amico americano.

L’arresto e la perquisizione

Andrea Mountbatten-Windsor è stato trattenuto per oltre dieci ore in una stazione di polizia nel Norfolk. Gli agenti hanno inoltre perquisito la sua residenza a Sandringham — proprietà concessagli dal sovrano dopo la revoca dei titoli reali e l’allontanamento dagli incarichi ufficiali.

Il comunicato della polizia è stato laconico: un uomo sessantenne del Norfolk è stato arrestato con l’accusa di cattiva condotta in un incarico pubblico. Ma dietro questa formula si celano accuse potenzialmente devastanti.

Secondo indiscrezioni pubblicate dal quotidiano The Guardian, esisterebbero email del 2010 in cui Andrea avrebbe condiviso con Epstein resoconti di visite ufficiali a Hong Kong, Vietnam e Singapore, oltre a un rapporto confidenziale su opportunità di investimento in Afghanistan.

La reazione del sovrano

Il re ha diffuso una dichiarazione scritta in cui ha assicurato piena cooperazione alle autorità, sottolineando che “la legge deve fare il suo corso”. Un messaggio che suona come una presa di distanza netta, nel tentativo di proteggere l’istituzione monarchica.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Associated Press, il sovrano non sarebbe stato informato preventivamente dell’arresto. Le ultime immagini pubbliche di Andrea risalgono ai primi di febbraio al Castello di Windsor, diffuse dall’agenzia Reuters.

La coincidenza rende la vicenda ancora più simbolica: il giorno dell’arresto Andrea compiva 66 anni. Un compleanno che, invece di celebrazioni, ha portato con sé un fermo di polizia.

Le possibili conseguenze giudiziarie

Dopo il rilascio, il procedimento entra ora in una fase istruttoria. Gli esperti stimano che potrebbe trascorrere fino a un anno prima che la procura decida se le prove raccolte siano sufficienti per aprire un processo formale.

Le accuse principali riguarderebbero la rivelazione di segreti d’ufficio. In caso di condanna, Andrea potrebbe affrontare una pena detentiva significativa. Nei casi più gravi, qualora venisse configurato un reato assimilabile all’alto tradimento per aver compromesso la sicurezza nazionale, la pena potrebbe arrivare fino all’ergastolo.

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che “nessuno è al di sopra della legge”, ribadendo la necessità che la giustizia operi senza interferenze.

I legami con Epstein e le accuse di Virginia Giuffre

I rapporti tra Andrea e Jeffrey Epstein erano già noti da anni. Nel 2015 Virginia Giuffre, una delle principali accusatrici del finanziere, dichiarò in una causa civile di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali con il principe quando era minorenne.

Giuffre sostenne di essere stata trafficata da Epstein e da Ghislaine Maxwell e di aver subito abusi a Londra, New York e sull’isola privata del finanziere. Andrea ha sempre negato le accuse, ma nel 2022 raggiunse un accordo extragiudiziale con Giuffre, versando circa 16 milioni di euro senza ammettere responsabilità.

La famiglia di Giuffre, in un comunicato diffuso dopo l’arresto, ha dichiarato: “Nessuno è al di sopra della legge, nemmeno la monarchia”.

Una crisi istituzionale senza precedenti

L’arresto di un membro della famiglia reale rappresenta un evento storico per il Regno Unito contemporaneo. Mai prima d’ora un reale di primo piano era stato formalmente arrestato nell’epoca moderna.

Per Carlo III la sfida è duplice: difendere l’autonomia della giustizia e salvaguardare la credibilità della Corona. La vicenda rischia di riaprire ferite mai rimarginate e di alimentare il dibattito sul ruolo della monarchia nel XXI secolo.

Se le accuse venissero confermate, il passaggio per Andrea potrebbe essere definitivo: da palazzi reali a un’aula di tribunale — e, nel peggiore degli scenari, a una cella.

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