Ieri, martedì 10 febbraio 2026, Rai 1 ha trasmesso in prima serata Il Marciatore – La Vera Storia di Abdon Pamich, un emozionante film drammatico e biografico che ha ripercorso la vita del grande marciatore italiano. In occasione del Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, il film ha raccontato la storia di Abdon Pamich, uno dei più grandi specialisti dei 50 km di marcia, con una carriera che ha segnato la storia dello sport italiano.
La trama del film
Diretto da Alessandro Casale e prodotto da Clemart in collaborazione con Rai Fiction, Il Marciatore – La Vera Storia di Abdon Pamich si apre con il vero Abdon Pamich, ormai anziano, che percorre una strada carsica, ripercorrendo il cammino della sua infanzia. La narrazione viaggia tra passato e presente, con flashback che ci riportano a Fiume, città che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, cambia volto con l’arrivo del nuovo regime jugoslavo.
Abdon, interpretato da Michael Marini da giovane e dallo stesso Pamich da anziano, vive un’infanzia segnata dalla paura e dalla speranza, ma anche dalla perdita della sua terra, che lo spinge a fuggire con il fratello Giovanni, interpretato da Tobia De Angelis. La loro fuga, lunga e faticosa, li porterà a piedi per trenta chilometri verso l’Italia, affrontando il sole e la fatica. Qui, nonostante le difficoltà, trovano una nuova vita tra campi profughi, povertà e diffidenza, ma anche la forza di ricominciare.
La marcia diventa simbolo di resistenza e di speranza. A Genova, Abdon incontra Giuseppe Malaspina (Michele Venitucci), l’allenatore che lo guiderà a diventare un campione. La marcia, infatti, non è solo sport, ma una metafora del passo continuo, della perseveranza e della resilienza, un “linguaggio dell’esule” che Abdon adotta nel suo cammino.
La sua carriera culmina con la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964, ma è soprattutto il percorso umano a renderlo un campione, non solo nelle competizioni, ma nella vita.
Il cast e la realizzazione del film
Il Marciatore – La Vera Storia di Abdon Pamich vede il vero Abdon Pamich interpretare se stesso da anziano, una presenza che dà autenticità alla narrazione. Accanto a lui, Fausto Sciarappa nei panni del padre Giovanni, Michele Venitucci nei panni dell’allenatore Giuseppe Malaspina, e Tobia De Angelis nel ruolo di Giovanni, il fratello maggiore. La sceneggiatura, firmata da Andrea Porporati, racconta la storia con sensibilità e profondità, mentre la fotografia di Marco Pieroni cattura magnificamente l’ambientazione del passato e l’umanità dei protagonisti.
La colonna sonora, a cura di Andrea Farri, accompagna le emozionanti sequenze con una musica che sottolinea la forza del racconto e le sfide che Abdon affronta nel corso della sua vita.
Una storia di resistenza e speranza
La storia di Abdon Pamich non è solo quella di un atleta, ma quella di un uomo che ha dovuto affrontare le difficoltà della vita con coraggio e determinazione. La sua vicenda è una riflessione sul significato della memoria, della speranza e della resistenza. La sua marcia non è solo fisica, ma una metafora del cammino umano: non importa quanto sia lunga o difficile la strada, ciò che conta è non fermarsi mai.
Curiosità
- Il film è tratto dal libro Memorie di un marciatore di Abdon Pamich (a cura di Roberto Covaz), edito da Edizioni Biblioteca dell’Immagine.
- Abdon Pamich ha partecipato a cinque edizioni olimpiche (dal 1956 al 1972) e ha vinto la medaglia di bronzo nei 50 km a Roma 1960, mentre a Tokyo 1964 ha conquistato l’oro, un’impresa rimasta leggendaria.
- È stato portabandiera dell’Italia alle Olimpiadi di Monaco nel 1972.
Dove vedere il film
Chi non è riuscito a vedere Il Marciatore in prima serata su Rai 1, può recuperarlo in streaming su RaiPlay, dove sarà disponibile on-demand.
Con una durata di 115 minuti, il film è stato accolto con grande interesse e ha ricevuto apprezzamenti per la sua capacità di raccontare la storia di una figura fondamentale per lo sport italiano e per la memoria collettiva.
In conclusione, Il Marciatore – La Vera Storia di Abdon Pamich non è solo un omaggio a un grande atleta, ma anche un racconto di speranza, di resistenza e di coraggio, che attraversa le tragedie storiche e personali di un uomo che ha saputo fare della sua vita una marcia senza fine.