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Il CIO assolve Infantino dopo l’evento con Trump: nessuna violazione della Carta Olimpica

Il CIO assolve Gianni Infantino: la partecipazione del numero uno della FIFA a un evento con Donald Trump non viola la Carta Olimpica e non comporterà sanzioni.

Il Comitato Olimpico Internazionale ha deciso di non prendere alcun provvedimento nei confronti di Gianni Infantino dopo la sua partecipazione alla riunione inaugurale del Consiglio di Pace a Washington insieme al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ad altri leader mondiali. La presenza del numero uno della FIFA non rappresenta, secondo il CIO, una violazione della Carta Olimpica né delle norme sulla neutralità politica.

Il ruolo della FIFA nella ricostruzione sportiva a Gaza

Secondo quanto spiegato da un portavoce del CIO, l’organizzazione è in contatto con la FIFA e ha chiarito che il coinvolgimento di Infantino è legato a un progetto di sviluppo sportivo nella Striscia di Gaza. L’iniziativa prevede la costruzione di infrastrutture sportive e programmi educativi destinati ai giovani e agli atleti locali. Tra i progetti annunciati figurano la realizzazione di 50 minicampi vicino a scuole e quartieri residenziali, cinque campi regolamentari, un’accademia FIFA di ultima generazione e uno stadio nazionale con una capienza di 20.000 spettatori.

Il CIO ha sottolineato che queste attività rientrano pienamente nella missione delle federazioni sportive internazionali, che attraverso lo sport promuovono sviluppo, inclusione e cooperazione.

La polemica sulla presenza accanto a Donald Trump

La partecipazione di Infantino all’evento ha attirato l’attenzione anche per un dettaglio simbolico: il presidente della FIFA è apparso sul palco indossando un cappellino rosso con la scritta “USA” e i numeri 45 e 47, riferimento ai mandati presidenziali di Trump. Questo gesto aveva sollevato interrogativi sulla neutralità politica richiesta ai membri del CIO, che devono agire in totale indipendenza da interessi governativi o politici.

La Carta Olimpica stabilisce infatti che i membri non possono ricevere istruzioni o subire influenze da governi o organizzazioni esterne che possano compromettere la loro autonomia decisionale.

Il CIO chiude il caso: nessuna sanzione

Nonostante le polemiche iniziali e l’annuncio di una verifica, la presidente del CIO Kirsty Coventry ha confermato che non verranno adottate sanzioni contro Infantino. Dopo aver esaminato il caso, l’organismo olimpico ha concluso che la partecipazione del dirigente svizzero rientrava nel contesto di iniziative sportive e umanitarie e non configurava una violazione delle regole.

I rapporti tra FIFA e Stati Uniti in vista del Mondiale

I rapporti tra Infantino e Trump si inseriscono anche in un contesto più ampio, legato all’organizzazione dei grandi eventi calcistici internazionali. Gli Stati Uniti saranno infatti uno dei Paesi ospitanti della prossima Coppa del Mondo, insieme a Canada e Messico. Negli ultimi mesi, Trump e Infantino si sono incontrati più volte, anche in occasione della consegna di un riconoscimento da parte della FIFA per il contributo alla promozione del dialogo internazionale.

La decisione del CIO chiude definitivamente la vicenda, confermando la legittimità dell’operato di Infantino e ribadendo il ruolo dello sport come strumento di sviluppo e cooperazione globale, anche in contesti complessi e delicati dal punto di vista geopolitico.

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