Magazine Radio

Commissioni sui pagamenti elettronici: cosa devono sapere commercianti e clienti secondo Confesercenti

Il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, ospite a Radio Kiss Kiss, spiega i reali costi delle commissioni sui pagamenti elettronici, la normativa sulla doppia accettazione e le responsabilità in caso di frodi.

Sempre più italiani scelgono la moneta elettronica per i loro acquisti, ma quali sono i veri costi per i commercianti? A fare chiarezza è stato Nico Gronchi, presidente di Confesercenti, intervenuto in diretta su Radio Kiss Kiss durante la trasmissione “Good Morning Kiss Kiss”. Ecco cosa è emerso dall’intervista.

Quanto costano davvero le commissioni sui pagamenti elettronici?

Durante la trasmissione, il presidente di Confesercenti Nico Gronchi ha risposto a una domanda molto concreta: quanto spende un commerciante in commissioni e costi accessori per i pagamenti elettronici? Gronchi ha spiegato: “Un commerciante che incassa 300.000 euro l’anno in pagamenti elettronici può spendere tranquillamente tra i 5 e i 6.000 euro l’anno tra commissioni, costi accessori, noleggio POS, canoni mensili e altri debiti”. Il presidente ha sottolineato che il problema principale non è solo la cifra, ma anche la difficoltà nel reperire dati precisi e confrontabili tra le varie offerte delle banche e degli operatori. “Non è un sistema trasparente e facilmente confrontabile e in un paese come il nostro che tende a rendere tutto più difficile, che ha peraltro, lo ricordo, il numero più alto di Europa di POS installati, rendere poco confrontabile il sistema è davvero un errore e rende difficile per gli esercenti negoziare con le banche e ovviamente anche scegliere con consapevolezza un altro operatore”, ha aggiunto Gronchi.

Il presidente ha poi ricordato che esiste una convenzione per rendere gratuiti i pagamenti sotto i 10 euro, ma l’applicazione è ancora lenta e non uniforme: “Alcune banche lo stanno facendo, altre di meno, altri soggetti intermediari ci stanno provando ma insomma siamo ancora lontani dal rendere davvero gratuito, semplice, efficace l’utilizzo del POS anche per i piccolissimi acquisti”.

Pagamenti con carta o contanti: cosa dice la legge?

Un altro tema affrontato durante l’intervista riguarda la possibilità per un commerciante di rifiutare un pagamento con carta o in contanti. Gronchi ha chiarito: “Il principio è quello della doppia accettazione, questo tutela sia cliente che esercente, quindi non si può rifiutare né il pagamento in contanti né il pagamento con la carta o con il POS, questo regolamento è questo”. Ha poi precisato che esistono eccezioni solo in caso di problemi tecnici o motivi di sicurezza, ma in generale la normativa prevede sanzioni per chi non accetta pagamenti elettronici.

Questo significa che, salvo casi particolari, il commerciante non può rifiutare un pagamento con carta e il cliente non può pretendere di pagare solo in contanti se il commerciante offre anche il POS.

Frodi e responsabilità: chi paga in caso di problemi?

Infine, si è parlato di sicurezza nei pagamenti elettronici e di chi risponde in caso di frodi. Gronchi ha spiegato: “Se l’operazione che è stata fatta attraverso il POS è stata fatta regolarmente, quindi autorizzata, c’è lo scontrino a conferma, tutto è regolare, in questo caso il rischio ricade sulla banca o sull’intermediario”. In pratica, se il pagamento avviene senza irregolarità e con tutte le procedure corrette, eventuali problemi o truffe non ricadono sull’esercente.

Tuttavia, Gronchi ha precisato che in caso di reati o meccanismi non trasparenti, la situazione cambia: “In caso di reato in cui ci sono in corso frodi o meccanismi non trasparenti, quello è un’altra questione e diventa sostanzialmente un reato, ma se tutto è fatto regolarmente, cioè viene fatto il pagamento attraverso la macchinetta, la macchinetta risponde in maniera corretta e regolare, l’operazione viene portata a termine, in questo caso risponde o la banca o l’intermediario”.

magazine Attualità