Gli Indiana Pacers sono al centro di una nuova polemica nella NBA. Il loro allenatore, Rick Carlisle, ha accusato la lega di voler forzare la partecipazione di un giocatore infortunato durante un’indagine sul cosiddetto “tanking”, ovvero la pratica di perdere intenzionalmente per ottenere una posizione più favorevole al draft. L’episodio riguarda il giocatore Aaron Nesmith, che secondo Carlisle era infortunato e non in grado di partecipare alla partita.
L’intervista di Rick Carlisle
Parlando a 107.5 The Fan, Carlisle ha spiegato:
“L’avvocato della lega ha deciso unilateralmente che Aaron Nesmith, che era infortunato la notte prima e non riusciva a prendere la palla, avrebbe dovuto giocare. Sembra semplicemente ridicolo.”
L’allenatore ha inoltre precisato che i medici dei Pacers avevano documentato l’infortunio e che la lega non ha ritenuto necessario consultare i dottori del team o parlare direttamente con il giocatore, nonostante la richiesta dei Pacers. Carlisle ha aggiunto:
“Durante l’intervista hanno anche chiesto se avessimo considerato di medicare il giocatore per farlo giocare, quando eravamo 30 partite sotto il 50% di vittorie. Mi ha sorpreso.”
La versione della NBA
In risposta alle accuse, la NBA ha diffuso un comunicato ufficiale per chiarire la propria posizione:
“La descrizione di Carlisle del processo con cui si è deciso di multare gli Indiana Pacers è imprecisa. Un medico indipendente ha guidato la revisione medica. Inoltre, il General Manager dei Pacers e il vicepresidente del team, medicina sportiva e performance, sono stati intervistati come parte del processo.”
La lega ha aggiunto che tutte le informazioni richieste dai Pacers sono state fornite e che non era necessaria un’intervista con Carlisle o con un medico del team.
Il contesto sportivo
La controversia arriva dopo che i Pacers erano stati multati con 100.000 dollari prima dell’All-Star Game per presunti riposi sospetti di diversi giocatori. La squadra, ultima nell’Est con un record di 15-44, affronta una stagione difficile senza il talento di Tyrese Haliburton, aggravando la tensione tra management, giocatori e lega.
Chi ha ragione?
La vicenda ha diviso l’opinione pubblica sportiva: da un lato l’allenatore Carlisle denuncia un comportamento eccessivamente invasivo da parte della NBA, dall’altro la lega ribadisce che il procedimento è stato condotto nel rispetto dei protocolli medici e delle informazioni fornite dai Pacers. La questione resta aperta e rappresenta un nuovo capitolo nel dibattito sul tanking e sulla tutela dei giocatori infortunati.