Matteo Avanzini ha chiuso l’anno con un trionfo che riporta il karate italiano ai vertici mondiali. Il giovane atleta, campione del mondo nei +84 kg di kumite, spera che il suo sport possa tornare alle Olimpiadi per puntare a una nuova medaglia d’oro.
Il trionfo mondiale al Cairo
Avanzini, 21 anni, ha conquistato il titolo mondiale ai Campionati Mondiali Individuali di Karate al Cairo, in Egitto. L’azzurro ha riportato l’Italia sul gradino più alto del podio mondiale dei pesi massimi di kumite dopo 17 anni, eguagliando i successi di Guazzaroni, Benetello e Maniscalco. Dopo una sconfitta nel primo incontro del round robin, Avanzini ha vinto tutti i successivi senza subire punti, battendo in finale l’iraniano Saleh Abazari, campione asiatico 2024. “L’oro del Cairo è stata un’emozione fortissima, è stato un grande sogno e averlo trasformato in realtà è una cosa gigantesca. In Italia ci sono stati pochissimi campioni del mondo ed essere tra questi è una cosa incredibile, è difficile da realizzare ancora oggi e l’ho fatto solo in parte. Vivere fin da bambino l’ambiente in modo esterno e ora essere da esempio per i più piccoli è una cosa gigante”, ha dichiarato Avanzini all’ANSA.
Le origini della passione per il karate
Avanzini ha raccontato che la sua passione per il karate è nata a sei anni, quando è entrato per la prima volta in una palestra con il suo vecchio maestro Mauro Brescia. “Dopo questa prima esperienza, anche spinto dal mio papà, mi sono appassionato anche io”, ha spiegato. L’atleta ha sottolineato come la fede cristiana lo abbia aiutato nel suo percorso, dicendosi sicuro che “Dio abbia sempre un piano” e che per lui sia il karate. L’oro mondiale rappresenta solo il primo passo: nel 2026 ci saranno l’Europeo e la Coppa del Mondo, ma il sogno resta quello di partecipare alle Olimpiadi, sperando che il karate venga reinserito tra le discipline olimpiche.
Il sogno olimpico e gli obiettivi futuri
Avanzini ha dichiarato: “Su Los Angeles ormai abbiamo messo una pietra sopra, ma sono fiducioso. Io sarò ancora giovane, arriverò che avrò 28 anni e sarò nel pieno della forma. È perfetto”. Ha aggiunto di essere sicuro che “succederà. Il karate è uno sport bellissimo che merita più di quanto ha in questo momento. Spero di fare anche io, con la mia figura, qualcosa per farlo rientrare nel programma olimpico. E spero, una volta rientrati, di vincerle”. Avanzini ha poi sottolineato: “È un sogno gigante essere nell’olimpo, ancora più dell’essere campione del mondo. È possibile che si realizzi, non siamo uno sport di nicchia e abbiamo tantissimi praticanti in tutto il mondo, ma c’è bisogno di un lavoro di coordinazione tra politica e World Karate Federation per il miglioramento di tutto il sistema di competizioni. Ma è possibile grazie anche al presidente del settore karate italiano, Davide Benetello, che fa parte della commissione per far tornare il karate a Brisbane 2032”. L’atleta ha concluso: “Ho ancora tanti obiettivi da raggiungere. Da bambino non ho mai detto di voler essere campione del mondo, ma di voler lasciare qualcosa al mondo del karate. Questo è l’obiettivo. Di campioni del mondo ce ne sono diversi ogni due anni quindi devi fare qualcosa di più grande, devi vincere più titoli per essere ricordato e io voglio fare lasciare un segno nel karate”.
