Grande spavento alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Durante una sessione di prove allo Sliding Centre di Cortina, il bob del lettone Renars Grantins si è ribaltato lungo la pista, continuando la sua corsa mentre l’atleta subiva ripetuti e violenti colpi alla colonna vertebrale. Un incidente che poteva avere conseguenze drammatiche.
Il rischio di paralisi e la corsa contro il tempo
Il pericolo era altissimo: lussazione della vertebra cervicale, una condizione che avrebbe potuto lasciarlo tetraplegico. La macchina dei soccorsi olimpici si è attivata immediatamente. Dopo il primo intervento alla medical station a bordo pista, Grantins è stato trasferito al policlinico olimpico Codivilla per gli accertamenti diagnostici, quindi all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso per un delicato intervento di neurochirurgia. Quel giorno le condizioni meteo hanno impedito il trasporto in elicottero, rendendo necessario il viaggio in ambulanza sotto la neve.
Intervento decisivo a Treviso
Nel reparto di neurochirurgia l’équipe medica è intervenuta d’urgenza per stabilizzare la colonna vertebrale e scongiurare danni permanenti. Secondo i sanitari, è stata una questione di millimetri: senza un’azione tempestiva, l’atleta avrebbe rischiato la paralisi agli arti e al torso.
Salta i Giochi, ma evita il peggio
Le condizioni di Grantins sono ora stabili, ma l’infortunio lo costringerà a rinunciare alla partecipazione olimpica. Per lui, almeno sportivamente, l’appuntamento è rimandato. Resta però la notizia più importante: il tempestivo intervento della rete sanitaria veneta ha evitato conseguenze irreversibili, trasformando quello che poteva essere un dramma in un grande spavento.
Un evento raro sulla nuova pista
Quello di Grantins è il primo grave incidente registrato sulla nuova pista di bob dall’apertura, tra Coppa del Mondo e Giochi. In un contesto logistico complesso e in condizioni climatiche difficili, la gestione dell’emergenza ha dimostrato l’efficienza della task force sanitaria schierata per l’evento olimpico.

