Il lago sogna l’Europa e lo fa a voce altissima. Il Como di Cesc Fabregas firma una delle prestazioni più clamorose della stagione e annienta il Torino con un perentorio 6-0, salendo momentaneamente al quinto posto in classifica e mettendosi alle spalle la Juventus, in attesa delle gare del weekend. Per i granata, invece, una disfatta senza attenuanti, la quarta sconfitta consecutiva e numeri difensivi sempre più allarmanti.
Al “Sinigaglia” la partita prende subito una direzione precisa. Il Como impone ritmo, qualità e verticalità, mentre il Torino affonda sotto il peso dei propri errori. Bastano quindici minuti per indirizzare il match: all’8’ Douvikas sfrutta una dormita difensiva e sblocca il risultato, al 16’ Baturina si inventa un destro dal limite che vale il raddoppio. Il pubblico capisce immediatamente che sarà un pomeriggio speciale.
Il primo tempo si chiude con il Como padrone del campo e più volte vicino al tris, mentre il Torino resta aggrappato solo alle parate di Paleari e a qualche imprecisione avversaria. Ma la ripresa si apre con il colpo che spegne definitivamente la gara: al 59’ Feliciani assegna un rigore per un presunto tocco di mano di Maripan, decisione discussa, che Da Cunha trasforma con freddezza per il 3-0.
Da quel momento è monologo lariano. Douvikas firma la doppietta personale al 66’, poi Fabregas pesca dalla panchina colpi pesanti: Kühn impiega meno di due minuti per segnare il suo primo gol in Serie A con un sinistro sotto l’incrocio, Caqueret chiude il set tennistico con un destro dal limite che completa una giornata perfetta.
Il 6-0 finale fotografa due realtà opposte. Da una parte un Como brillante, organizzato e spietato, capace di unire qualità tecnica e intensità, e ora pienamente in corsa per l’Europa. Dall’altra un Torino fragile, disordinato, alla undicesima sconfitta stagionale e con la peggior difesa del campionato: 39 gol subiti che impongono riflessioni profonde.
In riva al lago non si parla più solo di salvezza. Il Como vola, diverte e guarda in alto. E questa volta, con pieno merito.
