Fabio Capello è intervenuto per chiarire una sua recente dichiarazione sugli arbitri italiani, dopo che alcune sue parole riportate da Marca avevano suscitato polemiche. L’ex allenatore ha voluto precisare il senso delle sue affermazioni, sottolineando che la frase incriminata è stata decontestualizzata e utilizzata in modo inappropriato.
La frase e le polemiche
Durante un’intervista al quotidiano spagnolo Marca, Capello aveva dichiarato che “gli arbitri sono una mafia”. Questa affermazione ha immediatamente scatenato numerose reazioni e discussioni. Secondo quanto riportato dalle fonti, Capello ha spiegato che il termine “mafia” è stato usato per descrivere la chiusura della classe arbitrale italiana, che secondo lui opera come un’organizzazione estremamente chiusa. L’ex tecnico ha aggiunto che raramente vengono accettati momenti di confronto e che non c’è disponibilità a far entrare nelle sale Var sportivi o ex sportivi che non facciano parte della stessa categoria arbitrale.
La precisazione di Capello
Capello ha espresso rammarico per la strumentalizzazione delle sue parole. “Esprimo rammarico per come una frase del tutto decontestualizzata sia stata strumentalizzata e utilizzata in maniera inappropriata”, ha dichiarato. Ha inoltre ribadito che le sue intenzioni erano quelle di suggerire maggiore apertura e confronto all’interno della classe arbitrale, come già espresso in precedenti dichiarazioni pubbliche e chiarito nel corso dell’intervista.
Rispetto per la categoria arbitrale
Nella sua precisazione, Capello ha colto l’occasione per rinnovare il suo rispetto per il lavoro e la professionalità degli arbitri italiani e della categoria in generale. Ha sottolineato di non voler mettere in discussione la serietà e la dedizione degli arbitri, ma di auspicare una maggiore apertura verso figure esterne alla classe arbitrale stessa.
