Una nuova polemica scuote la NBA e coinvolge direttamente Kevin Durant. La stella degli Houston Rockets sarebbe stata accusata di aver utilizzato un account anonimo su X per criticare, e in alcuni casi insultare pesantemente, compagni ed ex compagni di squadra.
Secondo le ricostruzioni, il profilo con username @gethigher77 avrebbe pubblicato commenti offensivi nei confronti di diversi giocatori, scatenando un vero e proprio scandalo mediatico.
Le presunte critiche ai compagni attuali
Tra i bersagli degli attacchi ci sarebbero anche due attuali compagni di squadra ai Rockets: Alperen Sengun e Jabari Smith Jr..
L’account anonimo avrebbe criticato il loro rendimento in campo, accusandoli di non tirare abbastanza o di non difendere con sufficiente intensità. Se confermate, si tratterebbe di dichiarazioni particolarmente gravi, considerando la delicatezza degli equilibri interni a uno spogliatoio NBA.
L’attacco a Westbrook e Irving
Ancora più pesanti sarebbero stati i commenti rivolti a due ex compagni di Durant: Kyrie Irving, con cui ha condiviso l’esperienza ai Brooklyn Nets, e Russell Westbrook, suo storico compagno ai Oklahoma City Thunder.
In un presunto messaggio privato, l’account avrebbe scritto:
«Non direi che Kyrie Irving stesse competendo con me, ma quell’orso cocainomane dei triple-doppie sì», in riferimento a Westbrook.
Parole che, se davvero riconducibili a Durant, rischierebbero di compromettere ulteriormente rapporti già complessi nel panorama NBA.
Il paragone shock ai tempi dei Suns
Il passaggio più controverso riguarda però il periodo trascorso ai Phoenix Suns, dove Durant ha giocato sotto la guida dell’allenatore Frank Vogel al fianco di Devin Booker.
Secondo le accuse, l’account anonimo avrebbe scritto:
«Due dittatori, Stalin e Hitler. Mussolini e Kim Jong-un. I Suns sono la mia squadra quando perdiamo e quella di Devin Booker quando vinciamo».
Un paragone estremamente forte e fuori luogo, che ha amplificato la portata della polemica e acceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori.
La risposta di Durant: “Non entro nelle sciocchezze di Twitter”
Interpellato dai media dopo l’allenamento dei Rockets, Durant ha evitato di entrare nel merito delle accuse.
«So che dovete fare queste domande, ma non sono qui per entrare nelle sciocchezze di Twitter. Sono qui solo per concentrarmi sulla stagione e continuare a lottare», ha dichiarato il 37enne.
Ha poi aggiunto:
«I miei compagni sanno com’è la situazione, siamo rimasti concentrati per tutta la stagione. Ci siamo goduti la pausa, oggi abbiamo fatto un grande allenamento e non vediamo l’ora di affrontare la trasferta».
Un precedente che pesa
Non è la prima volta che Durant si trova al centro di polemiche legate ai social network. Già nel 2023 aveva ammesso di aver utilizzato un account alternativo su X per discutere con i tifosi.
All’epoca aveva scritto con tono provocatorio: «Venite a cercarmi».
Ora la domanda divide il mondo NBA: si tratta davvero di un nuovo caso di “account segreto” riconducibile a Durant oppure di una semplice coincidenza? In attesa di eventuali prove concrete, la vicenda continua ad alimentare discussioni dentro e fuori dal parquet.
