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Vanessa Incontrada a teatro con “Ti sposo, ma non troppo”: “Ci si deve mettere in gioco sempre e a qualunque età”

Vanessa Incontrada si confida sul dolore di essere lasciata e sulla sua preferenza per il contatto fisico rispetto ai social media.

È un’intervista intensa quella rilasciata a Leggo da Vanessa Incontrada, protagonista al Teatro Sistina di Roma con la commedia “Ti sposo, ma non troppo”, scritta, diretta e interpretata da Gabriele Pignotta. L’attrice parla di amore, fragilità, social network e del rapporto speciale con il pubblico, svelando un lato profondamente umano e autentico.

In scena al Sistina con “Ti sposo, ma non troppo”

Fino al 15 febbraio, Vanessa Incontrada è sul palco del Teatro Sistina con una commedia che ruota attorno a una promessa a metà, sospesa tra desiderio e paura. Alla domanda su che tipo di donna porti in scena, l’attrice risponde:

«Una moglie che porta dentro una sofferenza profonda, perché il marito l’ha lasciata per una ragazza più giovane e dunque si ritrova a fare i conti con un rapporto in cui aveva creduto fino in fondo e nel quale aveva investito tanti anni della sua esistenza, ma che da un giorno all’altro finisce. Qui non c’è solo il dolore dell’abbandono, ma anche il confronto con un’età diversa, quella della giovane, che non è più la sua… Questo la porta a mettersi in discussione, a riflettere sull’età che avanza e sul perché a un certo punto certe cose possano accadere: chiunque venga a vedere lo spettacolo, in almeno uno dei quattro personaggi proposti può ritrovarsi o identificarsi, al presente o in un momento passato della propria vita».

Un personaggio complesso, fragile ma forte, che tocca corde universali.

Tra vita e teatro: c’è qualcosa di autobiografico?

Quando le viene chiesto se nella trama intraveda note personali, Vanessa Incontrada mantiene un sorriso enigmatico:

«Non so se l’autore, che mi conosce molto bene, si sia ispirato a me nel carattere del personaggio.

Di sicuro interpreto una donna molto tenera e romantica, con le sue fragilità ma anche con la sua forza».

Parole che raccontano non solo il ruolo, ma anche un tratto distintivo dell’attrice, capace di mescolare dolcezza e determinazione.

L’amore ai tempi dei social

Un ruolo centrale nella commedia è giocato anche dai social network, strumenti che oggi influenzano profondamente le relazioni. Vanessa non nasconde una certa distanza da questo mondo digitale:

«Internet ha sicuramente cambiato il modo di rapportarsi. C’è chi usa questo nuovo linguaggio in maniera forte e chi ci va più piano. Io, per esempio, non sono un’amante dei social: ho bisogno del contatto fisico. Certo è un nuovo modo di comunicare che va accettato, perché è la direzione verso cui va il mondo. Ma essendo vissuta per tanti anni senza telefonini e messaggini, mi ritrovo ancora molto attaccata a quel passato e cerco di muovermi con i piedi di piombo».

Un punto di vista che rivela nostalgia per un tempo più diretto, fatto di sguardi e presenza reale.

Teatro, cinema e la ricerca della felicità

Divisa tra palcoscenico, grande schermo e televisione, l’attrice non vuole scegliere un solo linguaggio artistico:

«La differenza fondamentale è che il teatro ha un pubblico vero davanti a te e ogni sera le emozioni cambiano, perché è il pubblico stesso a restituirtele in modo diverso. Ma è stimolante anche fare cinema e per fortuna non devo scegliere fra i due. E poi, ci si deve mettere in gioco sempre e a qualunque età, per ricercare la felicità».

Un messaggio che va oltre la scena e diventa quasi una dichiarazione di vita: mettersi in gioco, sempre, senza paura del tempo che passa.

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