Due giorni prima di morire, James Van Der Beek e la moglie Kimberly hanno scelto di rinnovare le promesse matrimoniali. Una decisione presa quasi all’improvviso, lontano da riflettori e formalità, che oggi assume il valore di un addio consapevole e profondamente intimo.
A raccontarlo è stata la stessa Kimberly in un’intervista a People: “Abbiamo deciso due giorni prima”, ha spiegato, definendo la cerimonia “semplice, bellissima e commovente”.
Una stanza piena di fiori e candele
Nessun evento pubblico, ma la camera da letto di casa trasformata in un luogo simbolico, decorato con fiori e candele grazie all’aiuto degli amici più stretti. Nuovi anelli, procurati in poche ore, hanno suggellato la promessa.
Accanto alla coppia c’erano pochi familiari e amici intimi. Altri hanno partecipato a distanza, collegati via Zoom. Il momento è stato accompagnato dalla musica di Poranguí, che ha eseguito “Somewhere Over the Rainbow”, rendendo l’atmosfera ancora più intensa.
La malattia e l’addio
L’11 febbraio l’attore si è spento a 48 anni, dopo aver reso pubblica nel novembre 2024 la diagnosi di cancro colorettale al terzo stadio. È stata Kimberly ad annunciare la scomparsa sui social, ricordando come il marito abbia affrontato gli ultimi giorni “con coraggio, fede e grazia”.
Parole che oggi risuonano con maggiore forza alla luce di quel gesto finale: rinnovare una promessa nonostante la malattia e l’incertezza.
Dall’amore in Israele alla famiglia lontano da Hollywood
La storia tra James e Kimberly era iniziata nel 2009 durante un viaggio in Israele. Un anno più tardi si erano sposati a Tel Aviv, dando vita a una famiglia numerosa: sei figli, quattro femmine e due maschi, nati tra il 2010 e il 2021.
Nel 2020 avevano lasciato Los Angeles per trasferirsi in Texas, in un ranch nei pressi di Austin. Una scelta di vita, spiegata come il desiderio di crescere i figli lontano dal clamore dell’industria cinematografica.
Le difficoltà economiche e la solidarietà
Negli ultimi mesi, l’attore aveva raccontato di percepire compensi minimi dalle repliche di Dawson’s Creek, nonostante il successo internazionale della serie che lo aveva reso celebre. Aveva anche messo all’asta oggetti iconici legati alla sua carriera, compresi memorabilia di Varsity Blues, per contribuire a coprire le spese mediche.
Dopo la sua morte, una raccolta fondi su GoFundMe ha superato rapidamente l’obiettivo iniziale di un milione di dollari, arrivando a oltre 2,6 milioni grazie a più di 50mila donatori. Tra i contributi più rilevanti figurano quelli di personalità di primo piano come Steven Spielberg, Zoe Saldaña, Derek Hough e Jon M. Chu.
Un’ondata di sostegno che testimonia quanto l’attore, diventato un volto simbolo grazie a Dawson’s Creek, abbia lasciato un segno profondo non solo sul pubblico ma anche nell’ambiente dello spettacolo.
Un gesto che resta
Quel rinnovo dei voti, celebrato tra mura domestiche, resta oggi l’immagine più potente degli ultimi giorni di James Van Der Beek: una scelta d’amore, compiuta con lucidità e delicatezza, che ha trasformato un addio in una promessa rinnovata fino all’ultimo istante.
