Valentino Garavani, scomparso ieri, 19 gennaio 2026 all’età di 93 anni, ha trascorso gran parte della sua vita al fianco di Giancarlo Giammetti, suo inseparabile socio in affari e compagno di vita. Il loro incontro avvenne il 31 luglio 1960 al Café de Paris in via Veneto, a Roma. Valentino, che aveva da poco aperto il suo atelier, aveva 28 anni, mentre Giancarlo ne aveva 22 e studiava architettura. Giammetti ha ricordato quel primo incontro in un’intervista: «Ricordo lui che mi parla di moda: all’epoca studiavo architettura, non ne sapevo nulla. Poi mi chiede se capisco il francese: lui è reduce da sette anni a Parigi, lo usa anche per pensare. Gli rispondo di sì, ma quando mi dice qualcosa faccio scena muta, perché il francese insegnato dai preti negli istituti romani è molto diverso da quello parigino. Un po’ deluso, mi fa: “Ma allora non lo parli”. E io: “Credevo di sì”. Allora mi comunica che da quel momento ci saremmo parlati solo in francese, così lo avrei imparato. Lo facciamo ancora oggi».
Una collaborazione professionale e sentimentale
Giammetti divenne presto il braccio destro di Valentino, occupandosi della gestione e dello sviluppo del marchio. La loro relazione sentimentale durò dodici anni, ma fu resa pubblica solo nel 2004. Giammetti ha spiegato: «Perché nessuno, prima, ce l’aveva mai chiesto. Se no, avremmo risposto onestamente. Non ci siamo mai nascosti. Poi, in Valentino – The Last Emperor, il nostro sentimento è diventato quasi protagonista. Quel film ha fatto capire che due persone dello stesso sesso potevano avere una vita di successo nel lavoro e nel loro sentimento. Che potevano progredire, fare il mestiere che amavano, imporre il loro stile. C’era chi mi fermava per ringraziare e dire che, attraverso il film, aveva trovato il coraggio di fare coming out».
Un legame indissolubile oltre l’amore
Dopo la fine della loro relazione sentimentale, il legame tra Valentino e Giancarlo si trasformò in una fratellanza indissolubile. Giammetti ha descritto il loro rapporto come «fraterno, antico, di sopravvivenza. Che incredibile amore abbiamo vissuto e che affetto profondissimo continuiamo a vivere». Insieme, hanno costruito un impero della moda, con Valentino che si concentrava sulla creazione dei capi e Giammetti che gestiva gli aspetti strategici ed economici della Valentino Fashion Group. Valentino ha affermato: «Giancarlo e io ci capiamo completamente, ma il suo carattere è l’opposto del mio. Io sono sempre chiuso in uno studio. Ci sono solo tre cose che so fare: fare un vestito, decorare una casa e ricevere ospiti».
Discrezione nella vita privata
Valentino è sempre stato molto riservato riguardo alla sua vita privata. Dopo la relazione con Giammetti, ha avuto una storia con l’ex modello Vernon Bruce Hoeksema, fondatore di un brand di accessori di lusso, mantenendo però la massima discrezione, con pochissime foto che li ritraggono insieme. In un’intervista del 2007, Valentino ha raccontato di un episodio del passato: circa 45 anni fa, durante un viaggio in Marocco, aveva pensato di adottare un bambino berbero, ma sua madre si oppose fermamente. Valentino ha ricordato: «L’ho incontrato durante un giro del Marocco in Cadillac. Tra la gente che circondava quell’assurdo macchinone c’era un bellissimo bimbetto biondo con gli occhi verdi. Mi sono detto quasi quasi lo adotto, ma mia madre si oppose con tutte le sue forze. Aveva ragione: sono apprensivo con i miei cani, figuriamoci con un figlio».
