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Sanremo, Francesco Renga con ‘Il meglio di me’: “In questa canzone c’è al centro la responsabilità emotiva di un uomo”

In un’intervista a Fq Magazine, Francesco Renga racconta il significato della sua nuova canzone e riflette sul suo percorso umano, tra fragilità, consapevolezza e famiglia

Francesco Renga torna protagonista al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Il meglio di me”, una canzone che rappresenta una profonda riflessione sul proprio percorso emotivo e personale. Il pezzo, scritto insieme a Stefano Tartaglino, Antonio Caputo, Simone Enrico Reo, Mattia Davì e Davide Sartore, affronta il tema della responsabilità sentimentale e della crescita interiore.

Parlando a Fq Magazine, l’artista ha spiegato:
“In questa canzone c’è al centro la responsabilità emotiva di un uomo e la consapevolezza di doverci lavorare, quindi di fare qualcosa per riuscire a tirare fuori il meglio – ha affermato a FqMagazine – che c’è in ognuno di noi. Questo accade senza proiettare invece l’ombra, il disagio, le paure e le criticità sugli altri. Quindi, secondo me, è un lavoro che una volta iniziato, probabilmente non si finirà mai. Però già il fatto di dire ‘ok, guarda, magari non sono preciso, non sono perfetto, non sono l’uomo che dovrei essere, però ci sto provando è un buon punto di partenza”.

La maturità e un nuovo approccio ai sentimenti

Nel corso dell’intervista, Renga ha raccontato come il suo modo di vivere le relazioni sia cambiato con il tempo e con l’esperienza. La maturità e il vissuto personale hanno trasformato profondamente il suo approccio all’amore.

“Diciamo che l’approccio sentimentale è cambiato perché sono cambiato anagraficamente, sono cambiati i rapporti, si cresce. Un conto è essere innamorati a 14 anni e un conto è essere padre e magari sposato o separato a 58 anni. C’è una maturità diversa, una consapevolezza differente, ma anche la vita ti mette davanti a occasioni che magari non hai saputo cogliere o che magari hai colto, ma hai fallito”.

Le sue parole restituiscono l’immagine di un artista che guarda al passato con lucidità, riconoscendo errori, evoluzioni e nuove consapevolezze.

Il dolore per la perdita della madre e il segno lasciato nella sua vita

Uno dei passaggi più intensi dell’intervista riguarda il rapporto con la madre e il segno profondo lasciato dalla sua scomparsa. Un’esperienza che, come racconta lo stesso cantante, ha influenzato profondamente il suo modo di vivere i legami affettivi.

“La sua perdita è stata fondamentale, perché nel bene e nel male, certamente ha pesato su tutti i miei rapporti con le donne. Non sono mai stato libero da questa idea di abbandono dell’amore più grande della vita di un bambino, di un ragazzo, di un maschietto, che appunto è la madre. E questa cosa ha segnato tutto. È stato molto difficile, soprattutto per le donne che mi sono state vicine e che mi hanno amato, che mi hanno voluto bene. Per esempio mia figlia, per certi versi. Però proprio grazie a lei alla fine sono riuscito a risolvere o perlomeno sto cercando di risolvere anche questa cosa qua. In fondo nella canzone di Sanremo c’è questa cosa. È una delle tematiche fondamentali di tutta la mia poetica”.

Le sue parole evidenziano quanto il vissuto personale sia intrecciato con la sua produzione artistica.

Il rapporto con i figli Jolanda e Leonardo

Durante l’intervista, Renga ha parlato anche del rapporto con i suoi figli, sottolineando quanto continui a imparare da loro ogni giorno.

“Mia figlia Jolanda è avanti 100 milioni di anni rispetto a me, in tutto. Mio figlio Leonardo invece purtroppo, assomiglia un po’ di più a me e ha tutte le mie criticità, quindi un po’ più orso, un po’ più introverso, molto sensibile. Sono molto diversi, in realtà, tutti e due. Però da loro, imparo, imparo sempre, imparo tutto. Anche questa canzone alla fine è figlia di un rapporto con loro, perché parla anche di questa cosa qua, di un’educazione sentimentale tra padre e figlio. Se tu sei un disastro sentimentale, non hai fatto nessun lavoro su di te, sei ancora convinto di tutto quello che ti diceva tuo papà 50 anni fa e allora diventa difficile far crescere una nuova generazione”.

Il cantante ha poi aggiunto, con affetto e ironia:
“Di loro invidio l’età (scherzo, ndr). Io sono curioso, ma loro sono molto più curiosi. Leo soprattutto è molto curioso. A Jolanda piace far star bene tutti, tanto che a volte le dico ‘è difficilissima questa cosa che continui a fare’. Lei si danna per fare sì che tutte le persone intorno a lei stiano bene, si preoccupa… È una cosa meravigliosa che non mi riesce fare perché non ho gli strumenti, mentre a lei viene naturale questa cosa. Leo ha la curiosità, una certa intelligenza logica che, a volte, mi sorprende, perché io non ce l’ho così. Io sono magari un po’ più artista, su certe cose non ce l’ho la logica, ma lui sulla logica è disarmante”.

Tra Sanremo e il tour teatrale 2026

La partecipazione al Festival rappresenta per Renga una nuova tappa di un percorso artistico e personale in continua evoluzione. Oltre all’impegno sanremese, l’artista si prepara a tornare sul palco con il tour “Live Teatri 2026”, che prenderà il via il 3 ottobre dal Teatro Arcimboldi di Milano.

Con “Il meglio di me”, Renga porta sul palco non solo una canzone, ma una parte intima della sua storia, trasformando fragilità e consapevolezza in musica.

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