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Sanremo 2026, Renga e Ferreri riportano Bowie all’Ariston con “Ragazzo solo, ragazza sola”: il testo

Francesco Renga e Giusy Ferreri reinterpretano “Ragazzo solo, ragazza sola” sul palco di Sanremo 2026, trasformando la versione italiana di Bowie in un duetto che esplora solitudine, fragilità e ricerca di connessione emotiva.

Nella serata delle cover della 76ª edizione del Festival di Sanremo, Francesco Renga sceglie di omaggiare David Bowie portando sul palco “Ragazzo solo, ragazza sola”, versione italiana di “Space Oddity”, in duetto con Giusy Ferreri. Un incontro vocale potente, pensato per restituire lirismo e intensità a uno dei brani più particolari mai passati per l’Ariston.

Renga, undici volte a Sanremo

A vent’anni dalla vittoria con Angelo (2005), Renga torna in gara con “Il meglio di me”, brano centrato sull’accettazione delle fragilità. La sua storia sanremese inizia nel 1991 con i Timoria (Premio della Critica tra i Giovani) e prosegue con numerose partecipazioni da solista, fino a eguagliare nel 2026 il record di presenze in gara.

Per la serata cover, l’ex frontman dei Timoria sceglie un pezzo che lo lega alle sue radici musicali: “Ragazzo solo, ragazza sola” è infatti uno dei brani che – come ha raccontato – hanno acceso in lui la passione per il canto.

Giusy Ferreri, una voce unica

Dal successo di “Non ti scordar di me” nel 2008, Giusy Ferreri ha costruito una carriera costellata di hit e collaborazioni trasversali, tra pop d’autore e tormentoni estivi. Con milioni di copie certificate e quattro partecipazioni in gara a Sanremo, torna all’Ariston come ospite della serata cover, mettendo la sua timbrica graffiante al servizio di un classico senza tempo.

L’incontro con Renga punta tutto sulla forza delle voci: due registri diversi ma complementari, pronti a dialogare su un brano carico di suggestione.

La storia del brano: da “Space Oddity” a Mogol

“Ragazzo solo, ragazza sola” nasce nel 1970 quando Bowie decide di incidere una versione italiana del suo successo “Space Oddity”. Il testo non è una semplice traduzione: Mogol riscrive completamente la storia, abbandonando l’astronauta Major Tom per raccontare l’incontro tra due solitudini.

Il risultato è un brano nuovo, più intimista e sentimentale, che conserva l’atmosfera sospesa dell’originale ma la trasporta in una dimensione umana e quotidiana.

Testo e significato: due solitudini che si cercano

La canzone narra di un ragazzo e una ragazza segnati da relazioni finite. Non c’è spazio cosmico né deriva nello spazio, ma un vuoto affettivo che pesa quanto l’assenza di gravità.

Nel testo emerge un senso di malinconia condivisa: due vite parallele che si sfiorano, trovando nell’altro una possibile salvezza. È un amore che nasce dal bisogno di comprensione, più che dall’idealizzazione romantica.

Il brano conserva un’atmosfera sospesa, quasi rarefatta, dove le parole sembrano galleggiare. La versione italiana diventa così una ballata sulla fragilità, sulla ricerca di contatto e sul desiderio di non restare soli.

La mia mente ha preso il volo
Un pensiero, uno solo
Io cammino mentre dorme la città

I suoi occhi nella notte
Fanali bianchi nella notte
Una voce che mi parla, chi sarà?

Dimmi ragazzo solo dove vai,
Perché tanto dolore?

Hai perduto senza dubbio un grande amore
Ma di amori e’ tutta piena la città,

No ragazza sola, no no no
Stavolta sei in errore
Non ho perso solamente un grande amore
Ieri sera ho perso tutto con lei.

Ma lei
I colori della vita
Dei cieli blu
Una come lei non la troverò mai più

Ora ragazzo solo dove andrai
La notte e’ un grande mare
Se ti serve la mia mano per nuotare
Grazie ma stasera io vorrei morire

Perché sai negli occhi miei
C’e’ un angelo, un angelo

Che ormai non vola più
Che ormai non vola più
Che ormai non vola più

C’e’ lei
I colori della vita
Dei cieli blu
Una come lei non la troverò mai più

Un omaggio che diventa sogno

Renga ha raccontato di aver scoperto Bowie grazie al fratello maggiore e di essere rimasto colpito, da ragazzo, proprio dall’ascolto di questa versione italiana. Portarla oggi sul palco di Sanremo rappresenta per lui la chiusura di un cerchio.

Con Ferreri al fianco, l’aspettativa è quella di una lettura intensa e lirica, capace di unire rispetto per l’originale e nuova emotività. Nella notte delle cover, tra scelte sorprendenti e operazioni nostalgia, questo duetto punta sulla forza senza tempo di una canzone che, a distanza di oltre cinquant’anni, continua a parlare di solitudine e di speranza.

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