Magazine Casa KissKiss Sanremo 2026, Spettacolo

Sanremo 2026, Ermal Meta e Dardust, “Golden Hour” illumina la notte delle cover

Ermal Meta e Dardust portano a Sanremo 2026 una raffinata versione di “Golden Hour”, unendo pianoforte ed elettronica in una cover contemporanea che celebra la luce dell’amore e conferma la forza del loro sodalizio artistico.

La serata dei duetti accende la 76ª edizione del Festival di Sanremo e sul palco del Teatro Ariston salgono insieme Ermal Meta e Dardust. In gara tra i Campioni con “Stella Stellina”, Meta sceglie per la notte delle cover un brano internazionale, “Golden Hour”, affiancato dal produttore e compositore che firma anche la sua canzone in concorso.

Un sodalizio che dura nel tempo

I due artisti si conoscono da anni e hanno condiviso più di un percorso creativo. “Conosco Dardust da molto tempo e nonostante tutte le canzoni che abbiamo scritto, mi sorprendo ogni volta che ci ritroviamo”, ha raccontato Meta alla vigilia dell’esibizione. La loro presenza insieme all’Ariston non è un episodio isolato, ma il capitolo più recente di una collaborazione che unisce scrittura, produzione e ricerca sonora.

Dardust, nome d’arte di Dario Faini, è tra i protagonisti silenziosi della musica italiana contemporanea: pianista di formazione classica, produttore capace di fondere elettronica e orchestrazioni, ha firmato brani che hanno lasciato il segno anche a Sanremo, contribuendo a successi come “Soldi” di Mahmood e “La noia” di Angelina Mango.

La scelta di “Golden Hour”

Per la serata delle cover Meta e Dardust puntano su “Golden Hour”, brano del cantautore statunitense Jvke, pubblicato nel 2022 e diventato un successo globale anche grazie alla spinta di TikTok. Il pezzo ha scalato le classifiche internazionali, entrando nella Top 10 della Billboard Hot 100 e imponendosi come uno dei brani pop più riconoscibili degli ultimi anni.

La decisione di portarlo all’Ariston risponde a una precisa volontà: proporre un repertorio contemporaneo, lontano dalla comfort zone, capace di dialogare con un pubblico internazionale e con le nuove generazioni.

Il testo e il significato

“Golden Hour” ruota attorno all’immagine della luce dorata che precede il tramonto o segue l’alba. È quell’istante sospeso in cui tutto sembra più intenso, più caldo, quasi irreale. Nel testo, l’amore viene descritto come una forza capace di trasformare la percezione del mondo: la persona amata diventa la fonte stessa di quella luce, il centro emotivo attorno a cui tutto acquista senso.

Non c’è dramma, ma celebrazione. Non c’è conflitto, ma meraviglia. La canzone racconta l’innamoramento come un’esperienza totalizzante, in cui ogni dettaglio si carica di bellezza. È un pop elegante, costruito su un crescendo emotivo che trova nella melodia e nell’arrangiamento orchestrale la sua massima espressione.

Tra pianoforte ed elettronica

Qui entra in gioco la cifra stilistica di Dardust: pianoforte, archi, tensione cinematografica e un uso calibrato dell’elettronica. La sua capacità di fondere mondi sonori diversi promette una rilettura personale del brano, in equilibrio tra delicatezza e potenza.

Per Meta, che in questa edizione è tornato all’Ariston con “Stella Stellina” – una ninna nanna ispirata alla fotografia di una bambina tra le macerie di Gaza – la cover rappresenta un cambio di atmosfera: dalla denuncia intima e civile alla luce calda di un amore che illumina.

L’attesa per la serata

La notte delle cover resta uno dei momenti più seguiti del Festival, con il voto combinato di televoto, sala stampa e radio a decretare il vincitore di serata. In un cartellone ricco di accoppiate sorprendenti, la scelta di Meta e Dardust spicca per coraggio e coerenza artistica.

Nessuna scorciatoia, nessuna nostalgia facile: solo la volontà di trasformare un successo pop internazionale in un’esperienza dal vivo capace di lasciare il segno sotto le luci dell’Ariston.

magazine Attualità