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Sanremo 2026, Ermal Meta al Festival con ‘Stella stellina’: testo e significato della canzone

Con «Stella stellina», Ermal Meta porta a Sanremo una ninna nanna intensa che diventa un inno di memoria e resistenza per le vittime civili di Gaza. Un brano delicato e politico, che unisce dolore e speranza.

Al Festival di Sanremo è il momento di Ermal Meta: sul palco dell’Ariston presenta in gara «Stella stellina», una ninna nanna che si trasforma in manifesto di resistenza e memoria per le vittime civili del conflitto a Gaza.

Per il cantautore – vincitore nel 2018 insieme a Fabrizio Moro con «Non mi avete fatto niente» – si tratta di un ritorno carico di significato. «Stella stellina» è un brano interamente scritto da lui, con la produzione di Dardust (Dario Faini) e Giovanni Pollex.

Il testo di «Stella stellina»

Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Ho trovato la tua bambola
Mi è sembrato di vederti ancora
Eri così piccola
La stringevi fino a sera
È passata già un’eternità
O solamente un’ora
Da quando nel cielo una nuvola
Risale dalla tua casa
Dalla mia casa
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Ho cercato di strapparmi il cuore
Perché senza non si muore
Ma ho avuto paura nel mentre
Di non sentire più niente
Ho pensato anche di scappare
Da una terra che non ci vuole
Ma non so dove andare
Tra muri e mare non posso restare
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Fiori in un cortile con le pietre intorno
Come le farfalle hai vissuto un giorno
Figlia di nessuno, melodia di un canto
Quello della gente che ti ha amato tanto
Oh, mia bambina, la notte è nera nera
La rabbia e la preghiera non basteranno più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Non ti ho dimenticato
Aspetto il tuo ritorno
Come le farfalle
Hai vissuto solo un giorno

Il significato: una ninna nanna che diventa denuncia

«Stella stellina» prende spunto dalla celebre filastrocca per bambini, ma ne rovescia il senso. La notte non è più momento di protezione, bensì simbolo di paura e perdita. La bambina evocata nel testo non ha un nome: rappresenta tutte le vittime innocenti del conflitto.

L’immagine della farfalla «che ha vissuto un giorno» rende la fragilità della vita spezzata troppo presto. La definizione «figlia di nessuno» sottolinea l’abbandono e l’assenza di riconoscimento, trasformando la canzone in un gesto di memoria collettiva.

Musicalmente, il brano richiama sonorità mediorientali, con l’uso dell’oud, il liuto arabo, che amplifica l’atmosfera sospesa e dolorosa del racconto. L’apparente dolcezza della melodia contrasta con la durezza delle immagini evocate.

«Una canzone di resistenza e speranza»

Meta ha raccontato di aver scritto il brano pensando alla figlia piccola e alle immagini provenienti dalla guerra. «È una canzone di resistenza e speranza», ha spiegato a RaiPlay, sottolineando come il palco di Sanremo renda ancora più intense le emozioni legate a un testo così bruciante.

«Stella stellina» si presenta così come uno dei momenti più politici e divisivi di questa edizione: un invito a non distogliere lo sguardo, a non considerare la tragedia come rumore di fondo. Una ninna nanna che non consola, ma chiede di ricordare.

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