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Sanremo 2026, Elettra Lamborghini al Festival con ‘Voilà’: testo e significato della canzone

Con 'Voilà', Elettra Lamborghini torna a Sanremo con un brano pop dance che racconta un sabato notte tra flirt, litigi e passione. Una celebrazione leggera e ironica dell’amore e della libertà, con un omaggio esplicito a Raffaella Carrà.

Al Festival di Sanremo è il momento di Elettra Lamborghini: sul palco dell’Ariston presenta in gara «Voilà», brano pop dance che segna il suo ritorno alla kermesse sei anni dopo l’esordio con «Musica (e il resto scompare)» nel 2020.

La cantante emiliana torna con un pezzo energico e dichiaratamente festoso, scritto da Edwyn Roberts, Andrea Bonomo e Pietro Celona (in arte CELO). «Mi sto evolvendo e anche la mia musica sta cambiando», ha raccontato nei giorni scorsi. «È uno di quei pezzi che, se l’avessi sentito cantato da un’altra, avrei voluto fosse mio».

Il testo di «Voilà»

Elettra, Elettra Lamborghini

Ma che notte

Che casino

Tipo cocktail

Un po’ di me un po’ di te

Nessun dorma

Fai il cretino

Io l’offesa e poi damblé

Litigare anche di sabato sera

Ballando con le stelle e noi con gli occhi amarena

Tu mi prendi la mano,

Voglio, sì, ma non mi va, va

Mamma mia che rabbia

La porta che fa bam bam

Solita bagarre

E poi ci sale sale su

Quest’aria di mare

Un po’ ti odio un po’ I love you

Ma che c’è di male

Sai già cosa fare

Dai comincia tu

E allora viva viva viva la Carrà

Ballare e poi finire giù per terra

Viva l’amore amore amore che si fa

Al buio e la televisione accesa

Fino all’alba

Come due gatti dietro a qualche bar

Su una cabrio senza targa

Noi due sotto un cielo a pois

Così chic

Così hard

Vieni qui

Voilà, voilà, voilà, voilà

Mi hanno detto

E mi piace

Che in un letto

Poi si fa la pace

(Tu lo sai, tu lo sai) che i baci

Sono come le ciliegie

Non hai fame

Sì però, sì però ti viene

E poi si cade cade giù

Come quando piove

Un po’ ti odio un po’ I love you

Non ci vuol un Nobel

Sai già cosa fare

Dai comincia tu

E allora viva viva viva la Carrà

Ballare e poi finire giù per terra

Viva l’amore amore amore che si fa

Al buio e la televisione accesa

Fino all’alba

Come due gatti dietro a qualche bar

Su una cabrio senza targa

Noi due sotto un cielo a pois

Così chic

Così hard

Vieni qui

Voilà, voilà, voilà

Altro che chiacchiere

Spegni tutto in questa notte di paillettes

Eccomi qua

E allora viva viva viva la Carrà

Ballare e poi finire giù per terra

Fino all’alba

Come due gatti dietro a qualche bar

Su una cabrio senza targa

Noi due sotto un cielo a pois

Così chic

Così hard

Vieni qui

Voilà, voilà, voilà, voilà

Il significato di «Voilà»: una notte tra eccessi e leggerezza

«Voilà» è la fotografia di un sabato sera in discoteca: un tira e molla tra due partner, liti che si accendono e si spengono, desiderio e provocazione. L’atmosfera è quella di una notte “amarena”, intensa e zuccherina insieme, dove tutto si consuma fino all’alba.

Il brano mantiene le sonorità latin-pop che hanno caratterizzato il percorso di Elettra Lamborghini, ma aggiunge una dimensione più consapevole e ironica. La ripetizione di “Voilà” diventa quasi un’esclamazione teatrale: ecco la scena, ecco l’amore, ecco la festa.

L’omaggio a Raffaella Carrà

Nel ritornello compare un chiaro tributo a Raffaella Carrà, icona della televisione e della musica italiana. «Viva viva viva la Carrà» canta Elettra, celebrando un modello di libertà, sensualità e leggerezza che ha segnato generazioni.

Il riferimento richiama l’energia di brani come «Tanti Auguri» e quell’idea di amore vissuto senza vergogna né moralismi. «Mi sto ispirando a lei, iconica e rivoluzionaria», ha spiegato la cantante, sottolineando l’intento celebrativo del pezzo.

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