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Paola Iezzi ricorda Lucio Dalla: “Una giornata surreale con un artista unico”

Paola Iezzi condivide in un'intervista a Il Resto del Carlino i suoi ricordi di una giornata trascorsa con Lucio Dalla nel 1998, sottolineando l'unicità e il talento del cantautore bolognese.

Nel 1998, Paola Iezzi e sua sorella Chiara furono invitate da Lucio Dalla a trascorrere una giornata insieme. “Fu lui a esprimere il desiderio di conoscerci e cantare con noi. Incredibile”, racconta Paola in un’intervistaa Il Resto del Carlino. Durante quella giornata, Dalla le portò in giro per Bologna, suonò il piano a casa sua e cantò con Luca Carboni. La sera, si esibirono insieme in Piazza Maggiore sul brano “Tempo”. Paola descrive l’esperienza come “una giornata surreale”. 

L’unicità di Lucio Dalla

Paola Iezzi considera Lucio Dalla uno degli artisti più talentuosi d’Italia, privo di etichette e diverso da tutti gli altri. “Dalla non somigliava a nessuno: lo definirei piuttosto libero di pensiero”, afferma. Sottolinea la sua originalità nella scrittura, nell’attitudine, nel modo di presentarsi e di vestire, nel canto e nell’interpretazione del ruolo del cantautore. “Era proprio uno ‘diverso’, geniale”, aggiunge. 

Le canzoni preferite di Paola Iezzi

Tra le canzoni di Lucio Dalla che Paola Iezzi predilige ci sono “Tu non mi basti mai”, “Se io fossi un angelo”, “Stella di mare”, “Futura”, “Com’è profondo il mare”, “L’anno che verrà”, “Anna e Marco”, “Cara”, “Attenti al lupo” e “La sera dei miracoli”. Apprezza la leggerezza e la poesia con cui Dalla affrontava anche i temi più complessi dell’esistenza umana. “Spesso mi trovo in lacrime ad ascoltare le sue canzoni, ma con un bel sorriso stampato sul volto”, confida. 

L’eredità di Lucio Dalla nella musica contemporanea

Secondo Paola Iezzi, Lucio Dalla è ancora oggi moderno. “Il contributo maggiore è stato proprio mostrare al mondo quanto l’essere ‘diverso’ sia stato per lui utile”, afferma. Sottolinea la sua unicità non solo nella qualità della scrittura e del canto espressivo, ma anche come performer. “Era diverso in tutto”, conclude. 

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