Morbo K: la storia vera dietro la miniserie di Rai 1

Nel 1943, il dottor Giovanni Borromeo e i suoi collaboratori dell'Ospedale Fatebenefratelli di Roma idearono il 'Morbo K', una malattia fittizia, per proteggere gli ebrei dai rastrellamenti nazisti.

Nel 1943, durante l’occupazione nazista di Roma, il dottor Giovanni Borromeo, primario dell’Ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina, insieme ai suoi collaboratori, ideò uno stratagemma per salvare numerosi ebrei dai rastrellamenti nazisti. Inventarono una malattia altamente contagiosa, denominata “Morbo K”, per scoraggiare le forze tedesche dall’entrare nei reparti dove erano nascosti i perseguitati. 

Il contesto storico e l’invenzione del Morbo K

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Roma cadde sotto il controllo delle forze naziste guidate dal tenente colonnello delle SS Herbert Kappler. In questo clima di terrore, il dottor Borromeo, con l’aiuto dei medici Vittorio Emanuele Sacerdoti e Adriano Ossicini, decise di utilizzare l’ospedale come rifugio per gli ebrei in fuga. Per evitare che i nazisti scoprissero i rifugiati, inventarono il “Morbo K”, una malattia fittizia descritta come altamente contagiosa e mortale. Quando le truppe tedesche si avvicinavano, venivano informate della presenza di pazienti affetti da questa pericolosa patologia, convincendole a non entrare nei reparti interessati. 

La miniserie ‘Morbo K’ su Rai 1

In occasione del Giorno della Memoria, il 27 e 28 gennaio 2026, Rai 1 ha trasmesso la miniserie “Morbo K – Chi salva una vita salva il mondo intero”, diretta da Francesco Patierno. La fiction, ispirata alla storia vera del dottor Borromeo, racconta come il medico e il suo team abbiano utilizzato l’inganno del “Morbo K” per proteggere gli ebrei romani dalla deportazione. Nel cast figurano Vincenzo Ferrera nel ruolo del protagonista, Giacomo Giorgio come suo assistente e Antonello Fassari, alla sua ultima apparizione televisiva prima della scomparsa nell’aprile 2025. 

Riconoscimenti e memoria storica

Nel 2004, l’ente per la memoria della Shoah ha riconosciuto Giovanni Borromeo come uno dei “Giusti tra le Nazioni”, titolo conferito ai non ebrei che hanno rischiato la propria vita per salvare ebrei durante l’Olocausto. Questo riconoscimento sottolinea il coraggio e l’ingegno del medico e dei suoi collaboratori nel proteggere vite innocenti in un periodo di estrema brutalità. 

La storia del “Morbo K” e dell’Ospedale Fatebenefratelli rappresenta un esempio di come l’umanità e l’astuzia possano prevalere anche nei momenti più bui della storia.

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