Il 2026 si apre come uno degli anni più ricchi di sempre per la serialità, tra ritorni amatissimi, prequel ambiziosi e produzioni italiane sempre più centrali nel panorama internazionale. Le piattaforme streaming si contendono l’attenzione del pubblico con titoli capaci di unire spettacolo, memoria e nuove prospettive narrative. Tra i più attesi spiccano Bridgerton 4, The Paper, La legge di Lidia Poët 3, Portobello e Gomorra – Le origini.
Bridgerton 4 (Netflix) torna alle atmosfere romantiche che hanno conquistato milioni di spettatori, puntando questa volta su Benedict Bridgerton. Ispirata alla fiaba di Cenerentola, la nuova stagione promette balli in maschera, identità segrete e un amore ostacolato dalle rigide convenzioni sociali, confermando il successo della saga firmata Shonda Rhimes.
Cambia completamente tono The Paper (Sky e Now), nuova serie mockumentary dagli autori di The Office. Ambientata in una redazione di provincia sull’orlo della chiusura, racconta con ironia e cinismo il mondo del giornalismo locale, tra precarietà, ego professionali e disperata ricerca di credibilità. Tra i volti più attesi, Sabrina Impacciatore in un ruolo sopra le righe.
Grande attesa anche per La legge di Lidia Poët 3 (Netflix), capitolo conclusivo della serie italiana più vista sulla piattaforma. Matilda De Angelis torna nei panni della prima avvocata d’Italia, alle prese con scelte professionali e sentimentali decisive, in una Torino di fine Ottocento sempre più moderna e ostile al cambiamento.
Tra gli eventi seriali dell’anno spicca Portobello (HBO Max), la miniserie diretta da Marco Bellocchio che ricostruisce il drammatico caso giudiziario di Enzo Tortora. Con Fabrizio Gifuni protagonista, la serie affronta uno dei più gravi errori giudiziari italiani, trasformando una vicenda televisiva popolare in una potente tragedia civile.
Infine, Gomorra – Le origini (Sky e Now) riporta lo spettatore a Napoli negli anni Settanta per raccontare la formazione criminale di Pietro Savastano. Un racconto di crescita brutale che espande l’universo di Gomorra con uno sguardo più intimo e storico, sotto la supervisione di Marco D’Amore.
Tra nostalgia, riletture e nuovi inizi, il 2026 conferma la serialità come uno dei luoghi privilegiati del racconto contemporaneo, capace di riflettere il presente guardando al passato e immaginando il futuro.
