Magazine Spettacolo

Kurt Cobain: nuove analisi forensi mettono in dubbio il suicidio

Un recente studio forense solleva interrogativi sulla causa della morte di Kurt Cobain, suggerendo che potrebbe non essersi trattato di suicidio.

A 32 anni dalla scomparsa di Kurt Cobain, frontman dei Nirvana, un nuovo studio forense pubblicato sull’International Journal of Forensic Science mette in discussione la versione ufficiale del suo decesso, avvenuto il 5 aprile 1994 nella sua abitazione di Seattle. Secondo l’analisi condotta dal forense Brian Burnett, le prove raccolte sulla scena del crimine e i risultati dell’autopsia presentano incongruenze che suggerirebbero una possibile messa in scena del suicidio.

Incongruenze nella scena del crimine

Burnett ha evidenziato diversi elementi discordanti. I danni agli organi di Cobain sarebbero compatibili con una mancanza di ossigeno causata da un’overdose di eroina, piuttosto che con una morte istantanea da arma da fuoco. Inoltre, le mani dell’artista erano insolitamente pulite, nonostante l’uso di un fucile, e il bossolo è stato trovato in una posizione non coerente con una traiettoria tipica di un suicidio. Il sangue sulla maglietta suggerisce che il corpo potrebbe essere stato spostato dopo la morte. Wilkins ha dichiarato: "A me sembra che qualcuno abbia messo in scena un film e volesse che apparisse assolutamente che si trattasse di un suicidio. La ricevuta della pistola è nella sua tasca. La ricevuta dei proiettili è nella sua tasca. I proiettili sono allineati ai suoi piedi".

Dettagli sul consumo di eroina e il biglietto d’addio

Ulteriori anomalie riguardano il consumo di eroina. Le maniche di Cobain erano arrotolate e il kit per l’eroina è stato trovato a diversi metri di distanza, contenente siringhe tappate, cotton fioc e pezzi di eroina nera di dimensioni simili. Wilkins ha osservato: "Dovremmo credere che abbia tappato gli aghi e rimesso tutto a posto dopo essersi iniettato tre volte, perché è quello che si fa quando si sta morendo. I suicidi sono un caos, e questa era una scena molto pulita". Inoltre, il biglietto d’addio presenta le ultime quattro righe con una grafia diversa, suggerendo che potrebbero essere state scritte da un’altra persona.

Reazioni delle autorità e richieste di riapertura del caso

Nonostante queste nuove rivelazioni, sia il dipartimento di polizia di Seattle che l’ufficio del medico legale hanno rifiutato di riaprire il caso. Un portavoce dell’ufficio del medico legale ha dichiarato al Daily Mail: "L’ufficio del medico legale della contea di King ha collaborato con le forze dell’ordine locali, ha condotto un’autopsia completa e ha seguito tutte le procedure per giungere alla conclusione che la morte fosse un suicidio. Il nostro ufficio è sempre aperto a rivedere le proprie conclusioni qualora venissero alla luce nuove prove, ma finora non abbiamo riscontrato nulla che giustifichi la riapertura di questo caso e la nostra precedente determinazione di morte". I ricercatori, tra cui Brian Burnett, continuano a chiedere trasparenza e ulteriori indagini: "Se sbagliamo, dimostratecelo".

magazine Attualità