In un’intervista rilasciata a la Repubblica, Ema Stokholma — all’anagrafe Morwenn Moguerou — si racconta tra lavoro, amicizie fondamentali e una visione molto chiara della propria vita privata. A 42 anni, dopo un percorso umano e professionale intenso, la conduttrice torna protagonista a Sanremo alla guida del PrimaFestival su Rai 1 insieme a Carolina Rey e Manola Moslehi.
Autrice del libro autobiografico Per il mio bene, con cui ha vinto il Premio Bancarella, Ema ripercorre anche i momenti più complessi del suo passato, senza mai perdere lucidità e leggerezza.
Il ritorno a Sanremo e il PrimaFestival
Da oggi Ema Stokholma è al timone del PrimaFestival, dopo aver già preso parte al progetto nel 2020. Il Festival rappresenta per lei un momento speciale, come racconta nell’intervista:
«La parte più divertente e importante del lavoro, è tutta diretta e improvvisazione. Il festival non lo conoscevo proprio. Vorrei poter dire che ero snob, ma non sapevo cosa fosse. L’ho scoperto nel 2016, grazie a Andrea Delogu».
Proprio Andrea Delogu è una figura centrale nella sua vita personale e professionale:
«È la prima persona a cui dico tutto, non avendo una famiglia. Avevo già fatto il PrimaFestival con Amadeus — ancora prima di Andrea — ma le chiedo sempre consigli. A volte non mi sento all’altezza di un’amicizia così importante e profonda».
E ancora:
«La fortuna che ti cambia la vita. Mi ha aperto le porte. Non sono stata fortunata in altre situazioni, Andrea ha cambiato la mia vita. Mi ha dato tante possibilità quando, forse, neanche io mi sarei data un’opportunità».
L’esperienza e la libertà
Nel corso dell’intervista a la Repubblica, Ema riflette anche sull’età e sulla libertà conquistata negli anni:
«Non vedo l’ora di averne cinquanta. Ragazze come Ornella Vanoni, Patty Pravo, Elodie, libere veramente, ci hanno permesso di essere libere e di avere una voce».
Ripensando ai suoi inizi, non dimentica le difficoltà:
«Ho fatto le pulizie, lavorato nei bar, facevo la dj: ero sempre l’ultima a essere pagata. Non mi ascoltava nessuno. Quindi faccio tutto con gioia e leggerezza, mai con la pesantezza. Ho avuto una vita complicata e sono stata fortunata, ho incontrato amici come Andrea, Gino Castaldo, Luca Barbarossa: faccio Radio2 social club la mattina, il programma più bello».
Il passato, il dolore e la resilienza
Nel libro Per il mio bene ha raccontato le violenze subite e la fuga dalla madre. Ma chiarisce:
«Non l’ho usato come terapia, non volevo vomitare la mia storia. Faccio analisi. Volevo che fosse cronaca: quello che è successo a me, succede anche a altre persone. Le famiglie sono strane. Il premio Bancarella è stato inaspettato, non credevo in niente. Sono felice che la gente abbia capito l’intento: non piangermi addosso».
E sulla resilienza:
«Tutto, in confronto a quello che ho vissuto, è niente. So cosa voglia dire sentirsi sole: ho dovuto affrontare il dolore fisico e psicologico. Ma non posso paragonarmi a chi perde le persone che ama. Sono stata vicina a Andrea nel momento più duro della sua vita e mi sono sentita impotente e inadeguata».
L’amore? “Mi incasina”
Sul piano sentimentale, Ema è netta. Alla domanda su che posto abbia l’amore nella sua vita risponde senza esitazioni:
«Nessuno. L’amore mi incasina, preferisco guardarmi una puntata di Uomini e donne. Non sono fatta per quella cosa, non ho avuto l’esempio giusto e non so gestirla».
E aggiunge con ironia:
«Non credo, c’è il vuoto cosmico».
Quanto alla seduzione:
«Non credo a questa cosa, per me vale il titolo del film La verità è che non gli piaci abbastanza. Se mi piace uno, pure se è Eminen, e mi intimorisce, se mi piace tantissimo ci provo. È la mia filosofia. Piaccio alle persone che mi conoscono davvero, non sono portata per il flirt o la seduzione. Sono zero seduttiva, non ce l’ho sta roba».
La maternità e la felicità
Sulla possibilità di diventare madre, la risposta è altrettanto chiara:
«Mai, neanche un giorno della mia vita. Ho pensato a lungo di essere un uomo, le femmine giocavano a fare la mamma. Io ero avventurosa, mi buttavo per terra con i maschi e mi sporcavo. Mai sfiorata dal pensiero: avrò figli. Amo i bambini, da zia».
Infine, una riflessione sul presente:
«Molto. Se mi guardo intorno ho la vita che volevo. Anzi, molto di più di quello che avrei desiderato».
Tra radio, televisione, arte e amicizie profonde, Ema Stokholma oggi si dice felice. Senza inseguire l’amore romantico, ma con la consapevolezza di aver costruito, passo dopo passo, una vita che sente finalmente sua.