Dove è stato girato A testa alta – Il coraggio di una donna: tra lago e Capitale, le location della miniserie con Sabrina Ferilli

Scopri le affascinanti ambientazioni della nuova serie TV con Sabrina Ferilli, tra borghi lacustri e la città di Roma.

Un borgo affacciato su acque silenziose, vicoli in pietra e una Roma meno cartolina, più vera e quotidiana. È tra questi scenari che prende forma A testa alta – Il coraggio di una donna, la miniserie in tre puntate con Sabrina Ferilli, in onda su Canale 5 dal 7 gennaio. Una produzione che affida proprio ai luoghi il compito di raccontare, in parallelo alla storia, l’isolamento, il giudizio e la forza di rialzarsi.

La serie, diretta da Giacomo Martelli e prodotta da RTI e Banijay Studios Italy, è stata girata interamente nel Lazio tra aprile e giugno 2025. L’ambientazione principale è un piccolo centro lacustre alle porte di Roma, scelto non solo per la sua bellezza, ma per la capacità di restituire un senso di comunità chiusa, dove tutto si vede e tutto si commenta.

Anguillara Sabazia, cuore del racconto

Il fulcro delle riprese è Anguillara Sabazia, borgo adagiato sulle rive del lago di Bracciano, a circa trenta chilometri dalla Capitale. Qui si svolge gran parte della vicenda di Virginia Terzi, la preside interpretata da Sabrina Ferilli, travolta dalla diffusione non consensuale di un video intimo che ne stravolge la vita privata e professionale.

Vicoli medievali, piazze affacciate sull’acqua, chiese e scorci panoramici diventano parte integrante della narrazione. La calma apparente del paese fa da contrasto con la tempesta emotiva che investe la protagonista e l’intera comunità, rendendo ancora più evidente il peso del giudizio sociale e delle voci che si rincorrono.

Roma, tra intimità e realtà quotidiana

Accanto al borgo lacustre, la serie si sposta in diversi quartieri della Capitale, scelti per raccontare una Roma autentica e lontana dai cliché turistici. Le riprese hanno coinvolto Trastevere e Monteverde, con incursioni anche al Pigneto e al Tufello.

Trastevere, con i suoi vicoli e le piazzette raccolte, ospita le scene più intime e riflessive, quelle in cui i personaggi si confrontano con dubbi, paure e fragilità. Monteverde, invece, rappresenta la dimensione più ordinaria e domestica: scuole, palazzi residenziali e strade tranquille diventano lo sfondo della quotidianità di Virginia, tra lavoro, famiglia e tentativi di ricostruzione.

Il passaggio continuo tra Anguillara Sabazia e Roma sottolinea il contrasto tra provincia e metropoli: da una parte la pressione di una comunità ristretta, dall’altra la complessità di una città che amplifica conflitti e solitudini.

Una storia attuale che passa anche dai luoghi

Le location non sono semplici cornici, ma parte del racconto. Il lago, i borghi e i quartieri romani accompagnano una storia che affronta temi come la violazione della privacy, il revenge porn, il peso del giudizio pubblico e il coraggio di non abbassare lo sguardo. La vicenda di Virginia Terzi, pur frutto della finzione, richiama dinamiche molto reali, rendendo i luoghi scelti ancora più credibili e riconoscibili.

Tra acque immobili e strade di città, A testa alta – Il coraggio di una donna costruisce così un viaggio visivo che riflette quello interiore della protagonista: una discesa nel buio, seguita da una faticosa ma possibile risalita.

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