Il mondo del cinema dice addio a Brigitte Bardot. L’attrice francese, simbolo assoluto della Nouvelle Vague e icona senza tempo del cinema europeo, è morta all’età di 91 anni. A dare l’annuncio è stata la Fondation Brigitte Bardot, l’organizzazione per la protezione degli animali a cui l’attrice aveva dedicato la seconda parte della sua vita, dopo il definitivo ritiro dalle scene nel 1973.
Negli ultimi mesi le condizioni di salute di Bardot avevano destato preoccupazione. Secondo quanto riportato dalla stampa francese, l’attrice era stata ricoverata presso l’ospedale privato Saint-Jean di Tolone, nel sud della Francia, dove era stata sottoposta a un intervento chirurgico per una grave patologia mai specificata ufficialmente. Dopo le dimissioni era rientrata nella sua amata villa di Saint-Tropez, luogo simbolo della sua vita lontana dai riflettori, ma le sue condizioni restavano delicate.
Il rapporto di Brigitte Bardot con la malattia non era nuovo. Nel 1984, all’età di 49 anni, le fu diagnosticato un tumore al seno. In un primo momento l’attrice rifiutò le cure più invasive, compresa la chemioterapia, accettando solo la radioterapia grazie all’insistenza dell’amica e collega Marina Vlady. La scelta fu legata anche alla paura di perdere i capelli, un aspetto che per lei rappresentava un trauma profondo. In un’intervista rilasciata a Paris Match nel 2018, Bardot raccontò: «Quando ho avuto il cancro al seno, è stato molto difficile. Ero tutta sola e avevo deciso di fare solo la radioterapia, e non questa terribile chemio, per non perdere i capelli. Distrugge il male ma anche il bene e noi ne usciamo annientati».
Per molti anni l’attrice mantenne il massimo riserbo sulla malattia, parlando pubblicamente della sua esperienza solo una volta superata. Una testimonianza che i media francesi definirono una “lezione di coraggio e modestia” e che contribuì, seppur indirettamente, a rompere il silenzio su un tema allora ancora poco affrontato apertamente, soprattutto dalle celebrità.
La storia di Bardot evidenzia anche quanto siano cambiati nel tempo i percorsi di cura oncologica. Oggi le terapie sono sempre più personalizzate e mirano non solo alla guarigione, ma anche alla tutela della qualità della vita e dell’identità della persona, con strumenti in grado di ridurre sensibilmente gli effetti collaterali rispetto al passato.
Nata artisticamente negli anni Cinquanta, Brigitte Bardot divenne un fenomeno mondiale con Et Dieu… créa la femme di Roger Vadim, trasformandosi in un simbolo di libertà, sensualità e anticonformismo. Lavorò con alcuni dei più importanti registi francesi e internazionali, segnando un’epoca con il suo stile e la sua immagine. Nel 1973, a soli 39 anni, decise di abbandonare il cinema per dedicarsi completamente alla difesa degli animali, una battaglia portata avanti con determinazione fino agli ultimi anni.
Con la sua scomparsa si chiude definitivamente un capitolo fondamentale della storia del cinema mondiale. Brigitte Bardot resta un’icona culturale e sociale, capace di lasciare un’impronta profonda non solo sul grande schermo, ma anche nel dibattito civile e nell’impegno animalista che ha segnato la sua vita lontano dalle scene.
