Magazine Spettacolo

Angela Buttiglione contro la tv di oggi: “È una televisione raffazzonata, superficiale. C’è impreparazione professionale”

Angela Buttiglione, prima donna a condurre il Tg1 delle 20, racconta a Libero la sua carriera e le sfide affrontate nel mondo del giornalismo televisivo.

«Ho dato un taglio netto al passato e alla professione, decidendo di sparire anche dall’immaginario collettivo». Così Angela Buttiglione, nata a Gallipoli il 23 ottobre 1945, racconta in un’intervista a Libero la decisione di ritirarsi dal video. «Mi sembrava giusto, il mio tempo era passato». E nel 1993 lasciò anche la conduzione del Tg1: «Mi rendo conto di diventare un intralcio, lascio libera la conduzione del Tg1». Perché intralcio? «Vengo considerata il “vecchio, l’antico”».

Lo sguardo critico sulla tv di oggi

Non va più in video dal 1993, ma continua a essere riconosciuta. «Forse ho rappresentato un’altra Italia, un’altra Rai e un altro modo di comunicare».

La televisione attuale? «È una televisione raffazzonata, superficiale, nella quale non si controllano più le notizie. C’è impreparazione professionale». E ancora: «Hanno una conduzione sempre più teatrale, non va bene». Ricorda che ai suoi tempi «l’azienda ti rimproverava aspramente se sbagliavi a commentare anche una sola immagine».

Sul rapporto con il video avverte: «Il problema, alla lunga, è che il video rischia di diventare indispensabile nella tua vita e senza di lui non ti senti più nessuno. Una specie di droga. Se non prendi le distanze sei fottuto».

Gli inizi in Rai e un ambiente maschilista

Il concorso per radiotelecronisti Rai nel 1969 segna l’ingresso in una generazione di grandi firme: «Siamo seicento e lo passiamo in trenta… Alla fine, a maggio 1969, ci assumono in quindici: ci siamo io, Bruno Vespa che è il primo in graduatoria, Paolo Frajese, Nuccio Fava, Claudio Ferretti, Bruno Pizzul, Vittorio Roidi».

«Al telegiornale c’è solo una donna: Bianca Maria Piccinino». E sull’ambiente: «Assolutamente sì», maschilista.

Negli anni ’80 diventa la prima donna alla conduzione del Tg1 delle 20. Ricorda una diretta improvvisata durante i dirottamenti a Fiumicino: «Vai tu in studio». «E faccio la diretta, così come sono, andando a braccio».

Famiglia e vita privata

Nel 1971 sposa Massimo Faccioli Pintozzi. «Nel 1973 nasce Esmeralda, nel 1975 Liliana, nel 1980 Marina e nel 1982 Vincenzo». E racconta: «Finita la diretta corro a casa per cucinare a tutti la cena».

Oggi legge molto e vive il tempo con il marito: «Dopo 53 anni di matrimonio ora possiamo davvero goderci anche le piccole cose… E poi mi dedico ai quattro figli e ai tre nipotini».

Colleghi e ricordi

Di Vespa: «Molto sicuro di sé, ma permaloso».
Di Emilio Fede: «È un giocherellone… pur essendo molto bravo».
Di Frajese: «Grande cronista… Ma è anche un pazzo scatenato…».

Dal 1989 al 1993 è vaticanista: «Io ho avuto il privilegio, nella mia vita, di conoscere due santi». Papa Wojtyla e Madre Teresa di Calcutta.

La nuova vita

Direttrice di Rai Parlamento, poi della TGR, va in pensione nel 2009. «E comincia questa nuova vita».

Alla domanda su un sogno risponde: «Sì, che i miei figli abbiano la pazienza di continuare a costruire le loro famiglie».

magazine Attualità