J-Ax è stato ospite di Radio Kiss Kiss durante lo show “Dedikiss” in diretta da Casa Kiss Kiss a Sanremo, dove ha presentato il suo nuovo brano “Italia Starter Pack”. Nel corso dell’intervista, il rapper ha parlato di stereotipi italiani, differenze culturali tra Italia e Stati Uniti e degli oggetti indispensabili nel suo lavoro.
J-Ax racconta “Italia Starter Pack”: la canzone che spiega l’Italia agli stranieri
Durante la chiacchierata con Marco e Raf, J-Ax ha spiegato la genesi della sua nuova canzone “Italia Starter Pack”, presentata al festival. Il rapper ha raccontato come il brano sia nato dal desiderio di raccontare agli stranieri una versione più autentica dell’Italia, andando oltre i soliti cliché. “In realtà io l’ho scritta per gli stranieri, no? Che fanno sti film dove tutta l’Italia assomiglia alla campagna toscana e tutti girano in Vespa e ognuno, qualsiasi mestiere fanno dal contadino al ristoratore, sono tutti belli come dei tronisti e sono tutti pronti a innamorarsi di una tardona americana di mezza età in crisi, no?”, ha detto J-Ax, ironizzando sulle immagini stereotipate spesso proposte dal cinema internazionale.
Il rapper ha sottolineato che il suo intento era mostrare come il popolo italiano sia molto più complesso di quanto si pensi all’estero. “Volevo spiegare agli stranieri che siamo un popolo un po’ più complicato di così”, ha aggiunto. La canzone, secondo J-Ax, vuole anche “assolverci dai nostri vizi, dai nostri tic”, mostrando con autoironia le caratteristiche che rendono unici gli italiani.
Stereotipi e differenze culturali: il punto di vista di J-Ax
Nel corso dell’intervista, J-Ax ha riflettuto su quali siano i tratti distintivi degli italiani e su cosa li renda unici rispetto ad altri popoli. Alla domanda su cosa renda gli italiani “numeri uno”, il rapper ha risposto: “Noi siamo quelli che resistono di più ai cambiamenti, no? Siamo reazionari. Che va male quando il mondo cambia in positivo, ma quando il mondo cambia in negativo il nostro voler rimanere fermi a volte ci premia. E riceviamo premi senza averne il merito. Un po’ un controsenso, sì”.
J-Ax ha poi affrontato il tema delle differenze tra la cultura italiana e quella americana, soprattutto nel campo dell’intrattenimento. “Forse per gli italiani, io parlo del mondo in cui lavoro io, che è quello dell’intrattenimento, siamo più di cuore, forse meno calcolatori e quindi più genuini. Però gli americani hanno una cosa importantissima, tecnicamente sono imbattibili perché si formano nelle scuole proprio, in ogni scuola c’è l’ora di drama, che sarebbe teatro, c’è una preparazione musicale che inizia prestissimo e soprattutto l’americano medio sa che per farcela e riuscire a guadagnarsi da vivere facendo questo lavoro ci vuole tanto impegno, disciplina e sacrifici”.
Secondo J-Ax, in Italia manca una vera formazione artistica nelle scuole: “Da noi, essendo che la scuola e lo Stato non hanno mai pensato di dover formare i propri cittadini anche dal punto di vista artistico, siamo quasi tutti o autodidatti o gente che ha fatto privatamente dei percorsi di studi e quindi la gente normale ha questa lacuna, pensa che il nostro non sia un vero lavoro, che sia una specie di vacanza”.
Gli oggetti indispensabili di J-Ax e il suo rapporto con la scrittura
Prima di concludere l’intervista, J-Ax ha svelato quali sono i tre oggetti che non devono mai mancare nel suo “starter pack” personale. “Allora il microfono, la penna per scrivere e una boccetta con scritto sopra ‘Calmax'”, ha dichiarato. Alla domanda se scriva ancora testi e canzoni a penna, J-Ax ha risposto: “Allora ho detto la penna per far capire la scrittura, dire un iPad era meno romantico”.