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Sanremo, Eddie Brock a Casa Kiss Kiss: “Per una volta mi sono riguardato e mi sono piaciuto”

Il giovane artista racconta la sua esperienza al Festival di Sanremo 2026 durante un'intervista a Casa Kiss Kiss, tra emozioni, aneddoti e la sua visione della musica italiana.

Casa Kiss Kiss ha ospitato Eddie Brock durante il Festival di Sanremo 2026. L’artista, accolto da Pippo Pelo e Adriana Petro, ha raccontato le sue emozioni, le sue abitudini dietro le quinte e il suo rapporto con la musica italiana. Ecco cosa ha detto durante l’intervista radiofonica.

Eddie Brock: il nome, i fumetti e l’arrivo a Sanremo

L’artista ha spiegato l’origine del suo nome d’arte: “Mio zio faceva sempre il disegno di Venom e io mi chiamo Edoardo, mi cominciò a chiamare Eddie e un giorno dovetti scegliere un nome casuale. Ho detto: ‘oh sai che ti dico? Ci metto pure il cognome. Non mi andava di trovarne un altro. Ed eccolo.”

Il suo arrivo sulla scena musicale italiana è stato improvviso e di grande impatto. Pippo Pelo ha sottolineato come Eddie Brock sia riuscito a portare sul palco di Sanremo un genere personale, capace di racchiudere influenze di grandi cantautori e nuove tendenze: “Ti senti un po’ rappresentante della musica italiana in toto?” Eddie ha risposto: “Ma io mi sento me stesso, non so. Sicuramente avendo ascoltato tanta musica fin da bambino, essendo noi umani spugne, piano piano qualcosa dovrò rilasciare e l’ho rilasciato ieri.”

Emozioni dopo il debutto: tra felicità e autocritica

Dopo la sua esibizione sul palco dell’Ariston, Eddie Brock ha raccontato le sue sensazioni: “Dopo che ho finito di cantare ho detto: ‘bello, bellissimo’. Cioè ero un po’ annebbiato. Quindi ho cominciato a sorridere”. Un momento particolare è stato quello in cui ha deciso di rivedere la sua esibizione: “Si fa, in genere non lo faccio, perché sono molto autocritico, ma ieri ero felice. Mi sono detto ‘ma perché non riguardarmi, guardarmi e piacermi per una volta?’ Oh, sono stato proprio bello, posso dire la verità?”

L’artista ha raccontato anche come vive l’esperienza sanremese: “Io sto tanto in ansia ecco, camminare in camera avanti e indietro. Avrò fatto 72 chilometri in un arco di 30 metri quadrati, così.” Ha poi parlato della sua amicizia con Saif: “Abbiamo fatto amicizia. Gli voglio bene, è proprio un grande. Quindi quando posso vado al suo bar, sono tanto contento di averlo conosciuto.”

Dietro le quinte: ansia, portafortuna e la classifica

Durante l’intervista, Eddie Brock ha svelato alcuni dettagli curiosi sul suo camerino: “Sette bottigliette d’acqua. Sì, perché non c’ho saliva, c’ho l’ansia. Appunto, anche per quello. Poi che c’ho? Un pupazzetto di Spider-Man. Porta fortuna? Porta fortuna. Pupazzetto, è alto così, è alto due metri, però è un pupazzetto, io lo chiamo. E poi niente, ci sto io nel mio camerino, purtroppo.”

Alla domanda su quanto gli interessi la classifica, Eddie ha risposto in modo diretto: “Zero.” I conduttori hanno insistito: “Zero proprio? Sì, ma manco uno. Zero proprio? Zero proprio.” Un atteggiamento che mostra come per lui l’esperienza e la musica vengano prima di tutto. 

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