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Sanremo, Ditonellapiaga sul palco dell’Ariston con ‘Che Fastidio!’: testo e significato della canzone

Al Festival di Sanremo Ditonellapiaga torna con Che fastidio!, brano energico e ironico che racconta le piccole ossessioni, le contraddizioni e le manie della vita quotidiana, trasformando frustrazione e autoironia in musica pop dance e elettronica.

Al Festival di Sanremo 2026 è il momento di Ditonellapiaga: sul palco dell’Ariston la cantautrice romana torna da solista con Che fastidio!, un brano pop dance ed elettronico che racconta con ironia e autoironia le frustrazioni quotidiane e le manie sociali. La canzone miscela ritmo, denuncia sociale leggera e osservazioni sulla vita moderna, trasformando fastidi e sensazioni di fuori luogo in energia musicale.

Testo di “Che fastidio!”

Io non so più cos’è normale

O un’allucinazione

Se sono matta io

Non è che voglia litigare

Ho solo qualche osservazione

Un pensiero mio

La moda di Milano (che fastidio!)

Lo snob romano (che fastidio!)

Il sogno americano (che fastidio!)

E il politico italiano (che fastidio!)

La musica tribale (che fastidio!)

I cani alle dogane (che fastidio!)

E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare (che schifo!)

Stasera vado a una festa la solita farsa e non m’interessa (che fastidio!)

E la vicina molesta bussa alla porta “abbassa quei bassi” (che fastidio!)

E dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e (non mi fido!)

Perché mi gira la testa e tutta la stanza e finché non passa (che fastidio!)

Io non so più cos’è normale

O un’allucinazione

Se sono matta io

Non è che voglia litigare

Ma ho come l’impressione

Di non potermi controllare

E allora te lo dico (che fastidio!)

Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)

L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito

Facciamoci una foto (che fastidio!)

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)

Scambiamoci il numero, ti scriverò

Ma sotto quel sorriso, dico

Che fastidio!

Che fastidio!

Che fastidio!

Che fastidio!

Su le mani solo se sei dell’acquario

Strano ti facevo proprio sagittario

La chiamo dall’India, dall’Albania, Torino

Per un piano tariffario

Nasi alla francese come in fotocopia

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Cento cover Bossa Nova

Io non so più cos’è normale

O un’allucinazione

Se sono matta io

Se sono matta io!

E allora te lo dico (che fastidio!)

Se vuoi te lo ripeto (che fastidio!)

L’amico dell’amico senza invito che fa il figo, che fallito

Facciamoci una foto (che fastidio!)

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)

Scambiamoci il numero, ti scriverò

Ma sotto quel sorriso, dico

Che fastidio!

Che fastidio!

Che fastidio!

Che fastidio!

Facciamoci una foto (che fastidio!)

Che fai tu di lavoro? (Faccio schifo!)

Scambiamoci il numero, ti scriverò

Ma sotto quel sorriso, dico

Io non so più cos’è normale

O un’allucinazione

Se sono matta io

Se sono matta io

Se sono matta io

Se sono matta io

Se sono matta io

Se sono matta!

Nonostante i corsi di meditazione

Di respirazione

Non posso sopportare

Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!)

E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!)

Oppure l’inno nazionale al piano bar

Gli F24, lo spam

Che fastidio! Che fastidio!

Che fastidio!

Io non so più cos’è normale

Ma sono matta io

Ma sono matta io

Ma sono matta

Il significato del brano

Che fastidio! esplora il senso di insofferenza verso convenzioni sociali, pressioni esterne e situazioni quotidiane irritanti, mettendo in luce il contrasto tra il mondo che ci circonda e la percezione personale. Ditonellapiaga trasforma le piccole irritazioni in un messaggio ironico e creativo, senza giudicare, mostrando la capacità di osservare e commentare la vita con leggerezza, ritmo e uno stile originale.

Il brano anticipa il nuovo album Miss Italia, in uscita ad aprile, e prepara il terreno per i live di novembre a Roma e Milano, consolidando l’evoluzione artistica di Ditonellapiaga e la sua capacità di raccontare il quotidiano con stile e personalità.

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