Magazine Casa KissKiss Sanremo 2026, Radio

Sanremo 2026, Michele Bravi è il secondo cantante in gara con ‘Prima o poi’: testo e significato della canzone

“Prima o poi” segna il ritorno di Michele Bravi al Festival di Sanremo 2026 con una canzone che racconta la fine di un amore trasformando la fragilità in consapevolezza.

Michele Bravi torna sul palco dell’Ariston per la terza volta con “Prima o poi”, un brano che mescola malinconia e ironia per raccontare la fine di un amore che continua a farsi sentire, anche quando dovrebbe essere passato. Vincitore di X Factor nel 2013, il cantautore umbro porta a Sanremo una canzone che lui stesso ha definito tragicomica: uno sguardo dolce sugli “inadeguati”, su chi si sente fuori posto e non sempre all’altezza delle aspettative.

Il testo di “Prima o poi”

Lo so fumare a letto è un brutto vizio
Piangersi un po’ addosso
Poi la notte non dormo mai, mai
È vero
È vero che il bicchiere è mezzo pieno questa sera
Ma solo perché ho già bevuto una bottiglia intera
È che mi manchi da morire
E pure il cane non la smette di abbaiare
E sarà che ogni volta che ti penso
Ricomincio sempre
A scorrere le foto fino all’infinito
E ridere da solo
Pensa tu che scemo
E in fondo ancora ci spero
Che prima o poi
Smetterai
Che quando accendi la radio
Canti solo le canzoni ma degli altri
Dovresti vergognarti
Che dopo anni non la smetti di mancarmi
Ma guarda casa mia come è ridotta
Che non faccio i piatti da una settimana
Che non so l’ultima volta che ho fatto la spesa
Con il disco di Battisti ancora lì per terra
Con il cane che lo annusa perché un po’ ti cerca
Ogni volta che ti penso
Ricomincio sempre
A scorrere le foto fino all’infinito
E ridere da solo
Pensa tu che scemo
E in fondo ancora ci spero
Che prima o poi
Smetterai
Che quando accendi la radio
Canti solo le canzoni ma degli altri
Dovresti vergognarti
Che dopo anni non la smetti di mancarmi
Se dopo anni non la smetto
Sempre a prendermi l’acqua per strada
Che non ho l’ombrello nemmeno stasera
Tienimi la fronte
Ma pensa io che scemo
Che non penso che a te
E sono sotto casa tua
E ti vorrei citofonare ma
Ma non so più il tuo nome
A forza di chiamarti amore
Non so nemmeno adesso più chi sei
Ma prima o poi
Smetterai che quando accendi la radio
Canti solo le canzoni ma degli altri
Dovresti vergognarti
Che dopo anni non la smetti di mancarmi
Se dopo anni non la smetto di

Il significato: un inno all’imperfezione

Il ritornello suona come un rimprovero tenero: “Prima o poi smetterai…”, ma sotto l’apparente accusa si nasconde la confessione di un sentimento che non si spegne. Non è rabbia, è stupore per una mancanza che continua a durare “dopo anni”.

Il cuore del pezzo è proprio questo: la consapevolezza che la sofferenza reale non assomiglia mai a quella che immaginiamo. È meno elegante, più goffa, fatta di sigarette a letto, di pioggia presa senza ombrello, di citofoni davanti ai quali non si trova il coraggio di suonare.

Bravi trasforma questa fragilità in un messaggio più ampio: non essere sempre performanti, non dover sembrare forti o risolti a ogni costo. “Prima o poi” diventa così un inno a concedersi l’imperfezione, a riconoscere che sentirsi smarriti fa parte dell’esperienza umana.

Un amore che non finisce davvero

Nel finale sospeso, con una frase che sembra interrompersi prima di concludersi, la canzone lascia aperta la ferita. Non c’è una vera chiusura, perché certi amori non si archiviano: restano come oggetti sparsi in una stanza, come una canzone alla radio che continua a parlare di noi.

Sul palco dell’Ariston, Michele Bravi canta la mancanza senza filtri, con quella delicatezza che è diventata la sua cifra stilistica. E mentre la platea ascolta in silenzio, “Prima o poi” si rivela per quello che è: il ritratto più umano e disarmato di un’assenza che non passa.

magazine Attualità