Gabriele Cirilli è stato ospite di “Portami a casa Kiss Kiss”, il programma radiofonico che ogni giorno accompagna gli ascoltatori di Radio Kiss Kiss. Durante l’intervista con Rita Manzo, Cirilli ha parlato del suo ruolo nel programma televisivo Only Fun, dei suoi celebri tormentoni e della sua esperienza nella formazione di giovani comici.
Gabriele Cirilli e il successo di Only Fun: “C’è una vera famiglia”
Durante la chiacchierata, Gabriele Cirilli ha raccontato la sua esperienza nel programma Only Fun Comico Show, in onda ogni giovedì sera su Nove. Cirilli ha sottolineato l’energia positiva che si respira nel cast e la qualità della trasmissione: “Only Fun è una trasmissione, guarda credimi, ma non perché sto al telefono e sto pubblicizzando questa serata di stasera. È una trasmissione bella, sai perché? Perché c’è tanta qualità. C’è una vera famiglia che non vedo più nelle altre trasmissioni che mi è capitato di frequentare. Guarda, il primo Zelig mi ha ricordato Only Fun, il primo Zelig. I primi anni, quando eravamo veramente dei giovani che volevamo conquistare il mondo”.
Il comico ha anche raccontato un aneddoto divertente sulla cena post puntata con i colleghi: “Chi è quello che ordina da mangiare per tutti e poi sparisce con la scusa del bagno e non paga mai? Secondo me il grande Raul Cremona. Il grande, guarda, Raul Cremona è una persona stupenda. È uno che ha un’età indefinita. Potrebbe avere 90 anni come 15. E io ci scherzo sempre, guarda. Quindi lui è, secondo me, la persona che dobbiamo tutti quanti imitare, anche caratterialmente. È fantastico, ha il braccino corto però abbiamo capito. Secondo me sì, secondo me sì. Anche se, devo dire, un regalo me l’ha fatto in 25-30 anni che ci conosciamo, delle carte da gioco. E quindi quando gioco a Buraco con mia moglie guardo la sua faccia sulla schiena delle carte. E dici simsalabim. Simsalabin. Simsalabim, giusto”.
Il tormentone di Tatiana e il valore delle imperfezioni
Uno dei momenti più iconici della carriera di Cirilli è legato al personaggio di Tatiana e al celebre tormentone “Chi è Tatiana?”. L’attore ha ricordato con affetto quel periodo: “Quella è storia. Auguro a tutti i comici di avere un giorno un tormentone, un personaggio che rimane nella storia, che diventa iconico.”.
Cirilli ha anche riflettuto su come il suo personaggio abbia affrontato il tema delle imperfezioni: “Adesso se mi permetti di qualche battuta sul grasso, mi ammazzerebbero, però c’è da dire che io lo facevo per invece incoraggiare le persone ad essere forti dei propri, non difetti, ma delle proprie imperfezioni. Giusto. E in fondo è meglio essere grassi che fare una magra figura, no?”.
Il comico ha poi raccontato come nascono i suoi monologhi: “I monologhi io li prendo sempre dalla realtà. La realtà certe volte veramente è un bagaglio per noi comici incredibile. È vero che ci stanno mettendo in difficoltà perché non si può parlare più di niente, però poi alla fine noi riusciamo sempre a superare qualsiasi tipo di difficoltà”. E aggiunge: “Io tutto quello che faccio rido come un matto, ma sai perché? Perché ho a fianco a me pure mia moglie che ride insieme a me. Fantastico. E questa è la cosa bella”.
La Factory all’Aquila: “Non cambiate mai quella luce negli occhi”
Oltre alla televisione, Gabriele Cirilli si dedica alla formazione dei giovani talenti nella sua Factory all’Aquila. L’attore ha spiegato cosa prova quando incontra i ragazzi che vogliono intraprendere la carriera artistica: “Quando vedi arrivare questi ragazzi da tutta Italia, con gli occhi che brillano, con le gambe che tremano un po’ alla prima lezione per l’emozione, qual è la prima cosa che gli dici per farli sentire a casa, per fargli capire che non si tratta alla Factory solo di recitare, ma di impegnarsi per realizzare un sogno che può effettivamente diventare un mestiere? Io, quando guardo quella luce negli occhi, che è particolarissima, quando si inizia questo lavoro, no? C’è una purezza dentro, c’è una genuinità, c’è una sensibilità particolare. Io dico, ragazzi, la prima lezione, la prima frase proprio per iniziare questo percorso, non cambiate mai questa luce che avete negli occhi, perché se si spegne questa luce siete finiti. Ecco”.
