Zucchero: “I Beatles non erano virtuosi, così come gli U2”

"Non mi prendono perché non sono un influencer" risponde Zucchero su una sua probabile presenza a Sanremo, parlando poi di Beatles e U2.
In un’intervista Zucchero Fornaciari ha spiegato il motivo per cui non verrebbe mai preso a Sanremo e ha espresso il proprio parere su artisti come i Beatles e gli U2, definendoli dei “non virtuosi”.

Durante un’intervista, Zucchero, nome d’arte di Adelmo Fornaciari, ha rilasciato alcune dichiarazioni circa la sua presunta partecipazione a Sanremo. L’artista ha anche dato un proprio parere su artisti come i Beatles e gli U2.

Nello specifico, il cantante di Partigiano Reggiano, ha smentito la notizia di aver presentato una canzone per partecipare a Sanremo, affermando: “Probabilmente, anche se mi presentassi in gara, forse non mi prenderebbero perché non sono un influencer. Non ho niente a che vedere con queste figure alle quali non importa nulla di me, quindi sono cambiati i tempi. Lo so che molti mi dicono: dovresti essere più attuale, contemporaneo. Ma non ne sono capace. L’ultima che ho sentito è metaverso. Sulle prime pensavo che intendessero una specie di orso. Poi mi sono reso conto che è una categoria del mondo virtuale. Ma cosa c’entra con me? Io sono nato in campagna e preferivo avere i frigoriferi pieni piuttosto che bei vestiti firmati. Se ora lei mi indica una nuova frontiera, virtuale, non saprei nemmeno da dove cominciare”.

Dopo aver espresso la sua sul Festival della canzone italiana, Zucchero ha poi affermato l’importanza per un cantante di arrivare al cuore delle persone, sostenendo il primato del saper emozionare il pubblico rispetto alla tecnica. Fornaciari ha citato alcuni artisti come i Beatles e gli U2 definendoli “non virtuosi”. Le sue parole a riguardo sono state: “Il mio amico Bono e gli U2 non sono virtuosi. Anzi. Come non lo erano nemmeno i Beatles, che lo hanno scritto pure nei libri. A me è capitato di circondarmi di colleghi bravissimi con i loro strumenti, ma se gli chiedevi di creare qualcosa, quello che portavano non ti arrivava al cuore. Non devi sapere leggere una partitura per fare cultura. E comunque non puoi affidarti solo a chi è nato e vive nel mondo classico. Altrimenti per noi, che facciamo canzoni, sarebbe finita”.

Zucchero ha poi definito sé stesso come un emiliano ma che gira il mondo. È difatti stato impegnato in una serie di concerti in America e ha affermato che, sebbene non dimentichi mai le sue origini, ama esibirsi in luoghi lontani e stravaganti, dove magari altri non penserebbero mai di suonare. Nonostante si definisca un artista internazionale, il cantante di Diamante continua però a prediligere comunque canzoni in lingua italiana nelle sue setlist piuttosto che in inglese.

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