Seconda serata e seconda esibizione per Dargen D’Amico al Festival di Sanremo 2026. In gara con Ai ai, il cantautore milanese riporta sul palco la sua cifra ironica e riflessiva, confermandosi una delle presenze più riconoscibili di questa edizione.
Vero nome, età e origini
All’anagrafe Jacopo Matteo Luca D’Amico, è nato a Milano nel 1980 da genitori originari di Filicudi, nelle Eolie. Il nome d’arte deriva da “D’Argento”, abbreviazione poi trasformata in Dargen. Prima ancora aveva scelto lo pseudonimo Corvo D’Argento, ispirato a un librogame.
Fin da adolescente si avvicina al rap partecipando a gare di freestyle nei locali milanesi, ambiente che lo porta a incontrare Jake La Furia e Guè, con cui fonda le Sacre Scuole. Nel 1999 pubblicano 3 MC’s al cubo, tra i dischi simbolo dell’hip hop italiano delle origini.
Dal rap al “cantautorap”: la carriera solista
Nel 2006 debutta da solista con Musica senza musicisti, pubblicato dall’etichetta indipendente Giada Mesi, fondata insieme a Francesco Gaudesi. Con Di vizi di forma virtù emerge in modo più evidente la sua anima cantautorale, con richiami a Lucio Dalla, Enzo Jannacci e Franco Battiato.
Negli anni amplia la discografia con album come Nostalgia istantanea, Vivere aiuta a non morire, Ondagranda e Bir Tawil, superando quota dieci lavori in studio. Parallelamente colleziona collaborazioni con nomi di primo piano della scena italiana – da Fedez a J-Ax, da Fabri Fibra a Marracash fino a Max Pezzali – e nel 2013 ottiene grande popolarità con Bocciofili insieme a Fedez e Mistico.
Autore prolifico, firma brani anche per altri artisti: nel 2021 è dietro le quinte del Festival come autore per Annalisa e per la coppia Francesca Michielin-Fedez.
Le precedenti esperienze a Sanremo
Il debutto in gara all’Ariston arriva nel 2022 con Dove si balla: nono posto finale ma successo radiofonico. Nel 2024 torna con Onda Alta, portando sul palco un look con orsetti cuciti su giacca e pantaloni, omaggio a Franco Moschino e simbolo – come spiegato dal suo team – delle vittime innocenti dei conflitti.
Nel 2026 è di nuovo tra i Big con Ai ai, confermando un rapporto ormai consolidato con il Festival.
“Ai ai”: significato del brano
Il titolo gioca su un doppio registro: l’onomatopea del dolore (“ahi”) e l’acronimo AI, intelligenza artificiale. Il pezzo riflette sulla presenza sempre più invasiva della tecnologia e dei social nella vita quotidiana, mescolando sarcasmo e osservazione sociale.
Dargen usa l’AI anche come spunto linguistico per costruire il ritornello, ma al centro resta la dimensione umana: emozioni, fragilità e bisogno di coerenza in un’epoca dominata dagli algoritmi. Il brano anticipa l’album Doppia mozzarella, annunciato per fine marzo.
Durante la serata delle cover è prevista un’interpretazione di Su di noi insieme a Pupo e Fabrizio Bosso, scelta che punta a un messaggio di unità.
Vita privata e il mistero degli occhiali
Riservato sulla sfera personale, Dargen D’Amico non ha mai alimentato il gossip e preferisce tenere separata la vita privata dall’attività artistica.
Elemento distintivo sono gli immancabili occhiali da sole: non semplice vezzo estetico, ma barriera simbolica. In più occasioni ha spiegato di considerarli un modo per proteggere la propria intimità e non mostrare tutto di sé, anche sotto le luci dell’Ariston.



