Quella di Enrico Nigiotti è un’intervista rilasciata a La Repubblica, firmata da Andrea Silenzi, in cui il cantautore livornese racconta il suo ritorno al Festival di Sanremo 2026 con uno sguardo sereno, lontano dalle pressioni e con una certezza affettiva che fa da bussola: l’amicizia con Gianna Nannini.
Nigiotti salirà sul palco dell’Ariston con “Ogni volta che non so volare”, brano scritto insieme a Pacifico, anticipazione del nuovo album Maledetti innamorati, il sesto della sua carriera, in uscita il 13 marzo. Nella serata delle cover duetterà con Alfa sulle note di En e Xanax di Samuele Bersani, anche se sull’argomento preferisce mantenere il massimo riserbo.
Una canzone nata di notte e ritrovata nel tempo
Il brano in gara a Sanremo ha origini lontane, come racconta lo stesso Nigiotti:
“In realtà l’avevo buttata giù anni fa, prima ancora di ottenere successo. L’avevo pensata di notte, ma avevo sempre l’impressione che mancasse qualcosa. Allora ho chiesto una mano a Pacifico, con cui avevo scritto la mia primissima canzone e che avevo perso di vista. Ma per fortuna abbiamo un’amica in comune, Gianna Nannini”.
Un ritorno al festival che chiude idealmente un cerchio iniziato nel 2015, quando partecipò per la prima volta a Sanremo nella sezione Nuove Proposte.
Dai talent ai social: cosa è cambiato
Nigiotti ha vissuto in prima persona l’era dei talent, partecipando sia ad Amici che a X Factor. Il confronto con il presente è inevitabile:
“Oggi c’è più consapevolezza, quando ho partecipato non c’erano i social, non c’era l’ossessione per i numeri. Che poi la verità sono i biglietti venduti per i tour, il resto è fittizio. Però i talent restano una bella vetrina e vedo ragazzi più preparati. Però per non perdersi è importante avere una squadra dietro”.
Laura Pausini, Eros Ramazzotti e l’amicizia con Gianna
Nel suo percorso non sono mancate collaborazioni importanti. Alcune sono rimaste nel tempo, altre meno, come spiega lui stesso:
“Eros non lo sento da un po’, Laura fu meravigliosa prima del mio Sanremo del 2019, quando portai Nonno Hollywood. Mi scrisse un messaggio di auguri molto affettuoso. Però la mia vera amica è Gianna Nannini. Quando sono nati i miei gemelli mi mandò un pacco con dentro una serie di bavaglini con su scritti i giorni della settimana. Pensi che una volta non trovavo posto per la macchina a Milano: l’ho chiamata e mi ha fatto parcheggiare nel suo garage”.
Una vita semplice, lontano dai riflettori
Nonostante la popolarità, Nigiotti continua a condurre una vita estremamente normale, soprattutto quando torna a casa:
“Ogni volta che posso torno a Livorno, dove faccio davvero una vita rilassata. Nessuno mi ferma per strada, al massimo qualcuno mi saluta strillando dalla bicicletta. Tra l’altro giro davvero come uno straccione: d’estate porto solo le infradito”.
La gavetta e il valore del lavoro
Prima di vivere esclusivamente di musica, il cantautore ha svolto diversi lavori manuali, un’esperienza che oggi considera fondamentale:
“Non ho mai avuto pensieri negativi, il lavoro, qualunque lavoro, ti migliora sempre. Tante canzoni sono nate proprio mentre facevo altri mestieri, ero sempre proiettato sulla musica. Ho fatto la gavetta, e secondo me gavetta non significa solo suonare nei locali, ma è anche continuare a scrivere e suonare mentre stai facendo altro”.
Streaming, indie e futuro della musica
Sul sistema musicale attuale, Nigiotti mantiene uno sguardo lucido ma positivo:
“Oggi c’è la fortuna dello streaming, la musica può circolare anche senza particolari veicoli pubblicitari e questo è un bene. In realtà certi circolini non hanno neanche più potere. Forse l’indie è un mondo un po’ più saturo, ma in generale sono ottimista”.
Sanremo senza paura
Alla vigilia del Festival, l’emozione c’è, ma non l’ansia:
“Non ho ansie particolari, sono in tour e quindi sono allenatissimo, un po’ di emozione c’è ma non ho timori. Ho cominciato a vivere di musica tardi, adesso per me è tutto più semplice. Anche se in questo mondo non sai cosa potrà succedere”.
