Camilla Ardenzi, nipote di Ornella Vanoni: musica, viaggi e un sogno chiamato Sanremo

Camilla Ardenzi, nipote di Ornella Vanoni, annuncia l'uscita imminente del suo primo disco, frutto di un percorso musicale internazionale e del supporto della celebre nonna.

Un debutto televisivo nel segno di Ornella

Camilla Ardenzi ha 27 anni ed è la nipote di Ornella Vanoni, ma il pubblico ha iniziato a riconoscerla per la sua voce prima ancora che per il cognome. Dopo aver condiviso online una versione intensa di Senza fine nei giorni immediatamente successivi alla morte della nonna, ha compiuto il primo vero passo sotto i riflettori partecipando allo speciale televisivo Ornella senza fine sul Nove, firmato da Fabio Fazio. Un momento che ha segnato l’inizio concreto di una nuova fase della sua carriera.

Il legame con la nonna e la musica

Di Ornella Vanoni Camilla racconta in un’intervista a Il Messaggero non solo l’eredità artistica, ma anche quella umana. «Nonna mi chiamava “wanderlust”», dice, ricordando il suo spirito libero e il desiderio costante di muoversi. La musica, però, è sempre stata presente: «Avrei voluto incidere un duetto con lei. Sarebbe stato importante per me. Anche solo per riascoltare le nostre voci insieme, per sempre», spiega, annunciando di essere al lavoro sul suo disco d’esordio.

“Quella canzone la stava cercando”

Alla domanda se Ornella Vanoni fosse d’accordo con il suo debutto musicale, Camilla risponde con sincerità:
«Quando ne parlavamo, mi sembrava che prendesse la cosa troppo sul serio: “Bisogna trovare chi scrive la canzone, chi ce la produce, chi ce la pubblica”. E poi si distraeva dietro i suoi mille progetti. Solo dopo che se ne è andata, parlando con i suoi amici e i suoi colleghi, ho scoperto che ci teneva davvero e che quella canzone la stava cercando».

Il sogno di Sanremo

Non manca uno sguardo al futuro e a un palco simbolico della musica italiana:
«Magari. È un’idea. Ne sarei felice. Mi piacerebbe anche omaggiare la nonna sul palco del Teatro Ariston, a Sanremo, sulle note di Senza fine. Vedremo se arriverà la proposta».

Una voce che c’è sempre stata

Camilla racconta di non aver mai avuto un momento preciso di consapevolezza del proprio talento:
«Non c’è stato un momento vero e proprio in cui ho realizzato di avere un dono.
La voce l’ho sempre avuta. Quando sono nata l’ostetrica disse ai miei: “Farà la cantante”. Da bambina le parti da solista alle recite erano sempre mie (ride)».
E sul sostegno della nonna aggiunge: «Qualche volta sì, quando non era impegnata in tour. Mi ha sempre sostenuta».

Ornella Vanoni nella vita quotidiana

Il ritratto più intimo emerge quando Camilla parla della nonna lontano dal palco:
«Una donna libera, come recita la targa dell’aiuola inaugurata domenica. Una scombussolatrice di energie: era capace di entrare in una stanza e di rivoltarla. E poi era un’eterna bambina. Spesso mi chiedeva di dormire insieme a lei, soprattutto nei momenti in cui si sentiva più fragile».

I viaggi prima della musica

La carriera musicale è arrivata dopo altre scelte di vita:
«Perché ho sempre avuto paura della competizione e dell’ambiente discografico. E poi ho fatto scelte di vita che non si sposavano bene con la passione per la musica».
Scelte che l’hanno portata lontano: «Subito dopo aver compiuto 18 anni ho cominciato a girare il mondo, partendo dalla Nuova Zelanda, dove ho vissuto per un anno. Quando ho capito che non esisteva solo la scatola in cui sono cresciuta, non mi sono più fermata».

Un progetto indipendente

Oggi Camilla è tornata a dare spazio alla musica:
«Ora sto finalmente concedendo alla musica lo spazio di cui ha bisogno, lavorando a un Ep di brani inediti scritti da me insieme al mio chitarrista, il cui nome d’arte è Giozzu».
Sul genere precisa: «Musica che è difficile etichettare. Io la definisco progressive». E sul futuro discografico chiarisce: «No, per il momento non sono stata contattata né io ho contattato nessuno: è un progetto tutto indipendente. Uscirà a breve».

Niente talent, solo musica

Infine, Camilla esclude i talent show:
«Non penso di averne bisogno. Non cerco né la fama né la popolarità: per me la musica è sinonimo di crescita personale e arricchimento culturale e artistico».

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