Pyrex a Kiss Kiss: “Con la Dark Polo Gang abbiamo sfatato tanti tabù”

Intervistato in diretta in Dedikiss, Pyrex ha parlato di musica, di progetti futuri, ma anche del suo passato nella Dark Polo Gang.
In diretta ai microfoni di Radio Kiss Kiss, con Marco e Raf, è intervenuto Pyrex. Rileggiamo le sue parole.

Il suo nome è Dylan Thomas Cerulli, è uno dei quattro membri fondatori della Dark Polo Gang, la sua “Per Averti” sta facendo un gran successo, è venuto a trovarci su Radio Kiss Kiss Pyrex!

«Buon pomeriggio!»

Come stai? Stai girando o stai scrivendo?

«Sono in una fase creativa, molto tranquillo, esco poco, sto a casa, sto chiuso.»

Un fase dell’artista è questa, scrive, magari sta col produttore. Come trovi l’ispirazione?

«Ho uno studio in casa e quando scrivo sto da solo. Una volta scritte le mie cose, contatto il produttore. Però per la scrittura preferisco stare da solo, è un momento molto intimo e non devo rispettare i tempi di nessuno.»

Pyrex, toglimi una curiosità, “Per Averti“, il tuo singolo che suoniamo molto qui su Radio Kiss Kiss, è dedicato a qualcuno?

«No, non particolarmente.»

Sta andando alla grande! Hai iniziato questo nuovo percorso musicale con “Sinfonia della distruzione“. Ci parli di questi due pezzi? Come sono nati, le differenze.

«Sinfonia della distruzione è un singolo proprio costruito, con una parte rappata aggressiva insieme a una più melodica. Ho lavorato con più produttori, quattro o cinque, in Italia non si fa tantissimo. Sono molto soddisfatto di com’è uscita. Per averti è lavorata con i BNKR44, la produzione è di Erin, un membro che canta e produce. Non sono proprio le mie sonorità classiche, è molto colorato come pezzo, estremamente pop, però spacca talmente tanto che ho preferito lasciarlo così; a un certo punto c’era la possibilità di dargli sonorità più profonde, è molto più estroverso, ma mi piaceva e l’ho lasciato così.»

Ricordiamo che sei stato tra i fondatori della Dark Polo Gang, e tra i primi quindi, a portare la Trap in Italia. All’epoca non eravate mainstream, anzi al di fuori del vostro pubblico eravate addirittura un po’ “denigrati”, no? Invece oggi probabilmente a guardare indietro nel 2016 qualcuno si è ricreduto.

«Tante cose che oggi sono date per scontate, per noi non lo erano. Abbiamo sfatato tanti tabù, abbiamo fatto crollare tanti falsi miti, si sono dette tante cose su di noi. Abbiamo sfondato un cancello e abbiamo dato la possibilità a tanti artisti dopo di noi di proporre la loro musica senza i pregiudizi insensati legati al rap.»

Parliamo anche di fake news. Quando si prepara un’intervista si trovano delle bufale. Ad esempio, abbiamo letto che tua madre è un’attrice newyorkese di origini sudamericane.

«L’unica cosa vera è che è newyorkese. Non è di origini sudamericane, ma afroamericane. Non so perché dicano che è attrice, fa la costumista. Magari posso aver detto che lavora nel cinema e l’hanno dato per scontato.»

E a te piacerebbe lavorare nel cinema?

«Nel cinema ci sono diversi reparti. Mi piacerebbe lavorare nella produzione, mi dà l’idea che sia il reparto più responsabile. Prima di fare musica ero orientato verso quello.»

Abbiamo letto che il tuo più grande idolo è Drake. Anche questo è falso?

«Più grande idolo non direi. È sicuramente uno dei miei artisti preferiti perché è da tanto tempo sulla cresta dell’onda, mi ha cresciuto, lo ascolto da 14 anni. Sicuramente è uno di quelli che mi ispirano di più a livello musicale e personale.»

Altri artisti che ti ispirano?

«Ormai c’è talmente tanta roba in giro che è difficile fare nomi. Storicamente il mio rapper preferito è Lil Wayne, il numero uno.»

Si dice che ti piaccia ascoltare anche Luca Carboni.

«Questo è vero. Essendo mia madre americana, non ho mai avuto una grande cultura di musica italiana. Ho scoperto di recente Luca Carboni e mi piace molto perché in qualche modo anche lui è dark. È una fonte di ispirazione.»

Tutte influenze diverse che poi porti all’interno dei tuoi pezzi.

«Certo, può anche essere una frase a dare un’idea per una canzone.»

Grazie mille Pyrex, aspettiamo tour, disco, singoli.

«Non posso dire nulla! Grazie a voi!»

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