Finaz (Bandabardò): “Nessuno sostituirà mai Erriquez”

In collegamento con Radio Kiss Kiss, Finaz dei Bandabardò ha parlato di tour, dei loro 30 anni di carriera e dell'indimenticabile Erriquez.
In Io, Tu e Kiss Kiss, Stefano Piccirillo ha parlato con Alessandro “Finaz” Finazzo dei Bandabardò. Riviviamo insieme l’intervista.
Dalla pagina Facebook Finaz

Sulle mura di Treviso c’è ancora il grande festival Suoni di Marca, in cui si esibiranno delle leggende del folk italiano, i Bandabardò. Abbiamo in collegamento Alessandro “Finaz” Finazzo, buonasera!

«Ciao, buonasera a voi!»

Quasi 30 anni di carriera. A san Valentino saranno due anni dalla scomparsa di Erriquez, ma è come se fosse sempre con voi.

«Sì, guarda, è esattamente questo. Il primo concerto è stato durissimo senza di lui. Magicamente, però, lo sentiamo nelle canzoni, nei testi e nelle musiche che ha scritto con me. Tutto è rimasto nello spirito dei Bandabardò, anche con Stefano (Cisco, ndr.), che ci mette tantissimo del suo. Nel concerto ci sono anche tanti brani dei suoi e dei Modena City Ramblers. Infatti, diciamo sempre che questa è una collaborazione, non una sostituzione. Nessuno sostituirà mai Erriquez.»

Sono state bellissime le parole rilasciate da Cisco nei giorni scorsi. Nel vostro “Non ho paura tour”, tra i brani della Bandabardò e quelli dei Modena City Ramblers ci sono tanti pezzi fantastici. È un concerto che dura 5-6 ore? (ride)

«No no, anzi! Siamo fan dei concerti che durano il giusto, non deve essere una celebrazione. Abbiamo scelto 10 canzoni dei Bandabardò e 10 dei Modena o di Cisco da solista. Esce fuori un greatest hits di due delle più grandi band folk rock della storia italiana. Vediamo la gioia dei fan quando assistono al live.»

C’è gente che ha fatto figli nel backstage dei vostri concerti!

«Sì! (ride) Quando hai una carriera trentennale, c’è gente che dice che si è innamorata grazie alla nostra musica, o che hanno fatto figli ascoltandoci. Ora portano i più piccoli ai nostri concerti. Il ricambio generazionale ci fa tanto piacere, significa che arriviamo a più generazioni e che abbiamo trovato una formula che duri nel tempo.»

Si parla tanto dei testi delle canzoni in quest’epoca. Ci sono brani che sono quasi “audiolibri”, raccontano delle storie; altri, più semplici, utilizzano molto i giochi di parole. Tu come ti poni nei confronti dei testi della musica attuale? Preferisci i testi di oggi o quelli di ieri?

«A me piace tutta la musica e tutti i testi. Non sono il tipo che dice “non mi piace la trap” o altre cose simili. Ci sono molte cose belle anche oggi. Se c’è una cosa che posso dire, è che i ragazzi di oggi spesso ascoltano ciò che gli arriva, e chiaramente non ascoltano quello che c’è indietro. Ci sono cose belle del passato, ma anche del presente, e ce ne saranno in futuro. Ci saranno anche delle cagate, ma ci sono sempre state!»

Tra “Sette sono i re”, “Tre passi avanti”, “Se mi rilasso collasso”, “Beppeanna”, “Ubriaco canta amore” e “Manifesto”, quali tra queste farete a Suoni di Marca?

«Tutte quante!»

Sono molto felice! Anche “1, 2, 3… stella”?

«No, purtroppo non è entrata nella nostra top 10 delle magiche canzoni della Banda da eseguire, magari più avanti.»

Avendo così tante canzoni, come fate? Chi decide? È una scelta collegiale?

«Per questo progetto con Cisco, doveva essere 50 e 50 da buoni fratelli, 10 canzoni per band. Certi brani della Banda li ha chiesti Cisco perché se li sentiva di più, altri abbiamo un po’ forzato, altri li canto io. Lo stesso per i brani di Cisco. Ci sono le canzoni più famose tutto sommato.»

Venerdì è il compleanno di Cisco, cosa gli preparate sul palco?

«Non si può dire tutto! (ride) Spero non sia in ascolto, nemmeno si aspetta qualcosa magari. Ho scoperto che gli emiliani sono meno festaioli di noi toscani. Lui è una bellissima persona, ma molto più “original”. Siamo dei buontemponi, qualcosa succederà!»

Ti leggo una cosa che sicuramente conosci bene: “Ogni storia ha una sua vita, e ogni vita ha mille storie. La mia vita è stata musica che accade, incontri di popoli, magie, racconti, mille soli splendenti e vento in faccia. Non ho rimorsi, non ho rimpianti, la mia vita è stata tutta un’avventura”. Sono le parole di Erriquez.

«Sì. Una sorta di testamento spirituale e ideologico, intellettuale. Sono le righe scritte per la moglie quando sapeva di avere i giorni contati. Questo bellissimo pensiero ci ha rincuorato, ci ha fatto capire che aveva accettato questa cosa. Quando ci siamo accorti quanta gente si è stretta intorno alla sua famiglia e ai Bandabardò abbiamo pensato che la sua è stata una vita impiegata molto bene, non sprecata. È riuscito a fare passare tutto ciò che voleva far passare in termini di amore, amicizia, buoni sentimenti. La sua è stata una vita esemplare, che va seguita e che ci ispira quando siamo sul palco.»

Grazie Finaz, in bocca al lupo per venerdì a Suoni di Marca. Kiss Kiss a te!

«Grazie a voi, Kiss Kiss a tutti.»

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