EBay Bobo Tv a teatro, Vieri: “Attacco dell’Inter più forte di quello del City” Cassano: “Allegri? L’unica sua cosa positiva…”

Ecco gli interventi con Radio Kiss Kiss nei due appuntamenti con la EBay Bobo Tv a teatro, il 2 e 3 giugno a Napoli.
Rivivi qui le incursioni di Marco e Raf sul palco del teatro Troisi di Napoli, in occasione dei due spettacoli della EBay Bobo Tv a teatro del 2 e 3 giugno a Napoli!

VENERDÌ 2 GIUGNO

Adani: «Kiss Kiss, dove siete?»

Cassano: «Dove sono il gatto e la volpe?»

Eccoci, eccoci! Siamo anche in diretta su Radio Kiss Kiss! Iniziamo con Lele, è un piacere ritrovarti. Da mesi si festeggia il terzo scudetto del Napoli che è anche lo scudetto di Diego Armando Maradona, giocatore ineguagliabile. Se dovessi chiederti chi è il Maradona di questo Napoli, non per caratteristiche tecniche, ma come trascinatore, chi mi diresti?

Adani: «Allora, deve ancora nascere su questo pianeta uno che ha il carisma di Maradona, tanto per esser chiari. Se non mi parli di caratteristiche tecniche, dobbiamo ricondurre tutto a Luciano Spalletti. È riuscito a fare qualcosa nell’idea, nello stile, nelle emozioni che ha trasmesso alla gente, attraverso l’opera dei suoi calciatori, degne di quello che faceva Diego in campo. Tutti possono vincere, ma lasciare il segno come ha fatto la squadra di Luciano è una cosa che non verrà mai più toccata e sporcata da nessuno. Ecco perché solo con un grande carisma e una grande mente puoi arrivare a fare un calcio così. Allora dico Spalletti.»

Spalletti che è l’allenatore più anziano ad aver vinto lo scudetto.

Adani: «A dimostrazione che non c’entra l’età col rinnovamento delle idee.»

Poco fa qui a teatro c’è stato il giochino Messi-Maradona, ci sono qui le sagome. Antonio, veniamo a te.

Cassano: «Strano!»

Ne abbiamo parlato anche nelle tappe di Lecce, già sapevi che ne volevamo parlare. Tu preferisci a prescindere Messi, Ma in cosa Leo è stato migliore di Diego? E quale caratteristica di Maradona è stata migliore rispetto a Messi?

Cassano: «Questa è una domanda interessante. Partiamo da un presupposto: non sto dicendo che Diego era secondo, Diego era inimitabile. Secondo me Messi ha qualcosa che nessuno mai nella storia eguaglierà. Innanzitutto la continuità, da vent’anni fa 50 gol a stagione, ha vinto sette palloni d’oro, ha vinto tutto. In molti dicono “certo, ha vinto a Barcellona”, ma ricordiamoci che a Barcellona c’erano Xavi e Iniesta, poi tutti gli altri li ha fatti diventare lui come sono oggi. Anche Sergio Ramos, prima grande nemico e poi suo compagno al PSG, ha detto di aver avuto la fortuna di giocare col più forte della storia. Son gusti, per me Messi è l’evoluzione in meglio di Maradona, perché Diego è durato 5, 6 anni; lui è da 18 anni che fa ancora meglio. Diego è il migliore della storia tra gli umani, Messi va oltre. È quello che penso.»

Raf: Antonio, Cristiano Ronaldo o Maradona?

Cassano: «È come mettere me e te a giocare a pallone! Che c… stai dicendo? [ride, ndr

Ventola, momento raffinatezza. Hai giocato con grandi fenomeni, anche in un Under 21 tra le migliori di sempre. Se tu fossi l’allenatore dell’Under 21 oggi, chi sarebbero i quattro giocatori fondamentali? Un portiere, un difensore, un centrocampista e un attaccante.

Ventola: «Ambrosino, Casadei, Baldanzi e Pafundi. Si vola!»

Chiudiamo con la domanda al presidente. Abbiamo parlato di Napoli, di scudetto, però non possiamo non affrontare l’argomento Champions League. Perché dovete sapere che Bobo ha indovinato tutti i pronostici dagli ottavi in poi, ne ha sbagliato solo uno. A Lecce hai detto che l’Inter ha il centrocampo più forte d’Europa. Oggi parliamo dell’attacco dell’Inter e del City. Il City ha Haaland, Grealish e Alvarez; quello dell’Inter ha Dzeko, Lukaku e Lautaro Martinez.

Vieri: «È più forte quello dell’Inter.»

Perché? Per qualità, per tecnica?

Vieri: «Il City gioca con Haaland come unico centravanti, Alvarez non gioca titolare. L’Inter ha due centravanti, Lukaku e Lautaro. Quindi hanno una possibilità in più per far gol.»

Cassano: «Bobo ha dato una spiegazione dicendo che uno gioca da solo e gli altri insieme. È normale che il City è più forte dell’Inter, non scopriamo l’acqua calda. Nella partita secca può succedere di tutto. »

SABATO 3 GIUGNO

Ciao Napoli, buonasera!

Cassano: «Ciao Kiss Kiss, come andiamo?»

Lele, iniziamo con te. Sono giorni di festa a Napoli, ma anche di addii. Luciano Spalletti è venuto proprio ieri qui a teatro all’EBay Bobo Tv. Parliamo dell’allenatore più anziano a vincere un campionato, a 64 anni ha portato un calcio moderno, si è rinnovato nel tempo. Se diciamo che nel calcio servono nuove idee e non per forza nuovi allenatori giovani, sei d’accordo?

Adani: «Sì, diciamo la verità, perché non c’è un’età per proporre cose innovative. Anche in un Paese che spesso non dà spazio ai giovani, spesso è più comodo mantenere le poltrone. Più cariche e meno cause, invece è il contrario. E la causa giusta viene dalla testa e dal cuore. Luciano Spalletti ha dimostrato proprio questo. Quindi credo sia fondamentale rinnovarsi, perché solo il rinnovamento fidelizza la gente allo scopo.»

Antonio, parliamo della tua carriera, in particolare degli allenatori che hai avuto. Tu non hai mai paura di dire le cose in faccia. Però, non vogliamo parlare dei difetti dei loro allenatori. E visto che Kiss Kiss è la radio dell’amore, la radio dei baci, parliamo dei pregi degli allenatori che hai avuto. Te ne nominiamo alcuni e tu dovrai dirci almeno un loro pregio. Iniziamo: Fascetti.

Cassano: «Il mio padre calcistico, ha avuto fiducia in me e mi ha lanciato.»

Gentile.

Cassano: «Madò! Tu immagina quanto non lo sopportavo: facevo finta di avere la pubalgia e me ne andavo dal ritiro della nazionale.»

Pregi, Antonio!

Cassano: «Non ne ha, l’unico pregio è che non l’hanno fatto più allenare. È stata la cosa migliore.»

Mazzarri.

Cassano: «Gli voglio bene. Però ogni volta si lamentava che c’era un po’ vento, c’era il campo bagnato, c’era l’erba troppo alta. Una bravissima persona, però, anche quando difendevamo tutta la partita e facevamo mezzo contropiede ci diceva “abbiamo dominato”. Ma è una brava persona.»

Capello.

Cassano: «Tante cose buone per me. È stato un istruttore, un papà, un consigliere.»

Ventola: «Uno stylist. Quando si è presentato al Real Madrid…»

Cassano: «Ma al Real Madrid è un’altra cosa, non fare il furbo! Capello per me ancora oggi è tante cose, ancora oggi è uno dei pochi che sento. Abbiamo litigato tante volte, ma era una persona coerente e ti diceva quello che pensava in faccia. Mi ha messo fuori trentamila volte, giustamente, e se cambiavo mi faceva giocare. È coerente, se fai il co***one ti manda a casa. Mi ha cacciato via spesso, ma è una persona che ho nel cuore.»

Allegri.

Adani: «A proposito di allenatori innovativi, eh. [ironicamente, ndr

Una buona parola su di lui?

Cassano: «Ha avuto tante belle donne nella sua vita. Un Casanova. Perché a livello calcistico faccio fatica a trovare qualcosa di buono. Voi dovete ringraziare, perché Inter e Juve avevano la rosa più forte del Napoli, però se loro fanno disastri dovete approfittarne. Bravi voi!»

E Stramaccioni?

Cassano: «Guarda, io ho discusso con lui.»

Adani: «Solo con lui, eh Anto? [ride, ndr] L’hai detto tu adesso, no?»

Cassano: «Se qualcuno si scorda, tu glielo ricordi. Era un periodo che volevo smettere, avevo mille problemi. Gli ho rotto troppo le palle. Lui faceva una cosa e io ne volevo un’altra, lui voleva l’allenamento a mezzogiorno e io alle tre. Era molto dura avere a che fare con me, gli ho creato mille problemi. Anche lui si è vestito di tanta pazienza, è una bravissima persona e mi ha voluto lui all’Inter. Mi ha fatto realizzare il sogno di giocare nella mia squadra del cuore. Mi ha voluto e lo ringrazio per questo.»

Chiudiamo con un pregio di Luciano Spalletti.

Cassano: «Unico. Sotto tutti i punti di vista. È una persona a cui non fregava niente di mettere fuori Cassano, o tizio o caio. A Roma ha discusso con Totti, all’Inter Icardi fuori, dopo due giorni mi ha messo fuori rosa. Una persona unica e meravigliosa, oltre a essere un allenatore stratosferico.»

Nicola, momento raffinatezza. Ieri abbiamo parlato di Under 21 italiani. Adesso ti chiedo quattro giocatori fondamentali Under 21 ma nel mondo.

Ventola: «Allora, portiere Diogo Costa del Porto, molto forte. Difensore Antonio Silva del Benfica. Centrocampista vado contro Antonio, so che lui adora Pedri ma io vado con Bellingham, è spettacolare. E come attaccante dico Okafor del Salisburgo.»

Chiudiamo con il presidente, il nostro Christian Vieri, e parliamo ancora della finale di Champions. Preferiresti giocare in questo City di Guardiola al posto di Haaland o nell’Inter di Inzaghi accanto a Lautaro Martinez?

Vieri: «Con Lautaro. Perché mi troverei bene. Poi ho fatto sei anni di Inter.»

Chi è stato il tuo Lautaro, Bobo?

Vieri: «Ronaldo all’Inter, poi Crespo, Baggio, Salas, Recoba. Ce ne sono stati tanti. Anche Kiko nell’Atletico, che nessuno sa chi è. Kiko non urlava per chiamare la palla, fischiava, quindi gliela davo senza guardare. E i giornali scrivevano “Vieri genio del calcio, trova Kiko senza guardare”. Invece sentivo che fischiava!»

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