Trump minaccia nuovi dazi sui Paesi che non sostengono la linea Usa sulla Groenlandia

Donald Trump annuncia possibili dazi contro i Paesi che non appoggiano la posizione americana sulla Groenlandia, scatenando reazioni internazionali e tensioni con l'Unione Europea.

Donald Trump ha annunciato la possibilità di imporre nuovi dazi contro i Paesi che non sostengono la posizione degli Stati Uniti sulla Groenlandia. Le sue dichiarazioni hanno suscitato reazioni immediate sia in Europa che tra gli alleati tradizionali di Washington.

Nuove minacce di dazi dagli Stati Uniti 

Durante una conferenza stampa, Donald Trump ha dichiarato: “Chi non sostiene la nostra linea sulla Groenlandia dovrà affrontare nuove tariffe. Non possiamo tollerare che i nostri partner ci voltino le spalle su una questione così importante”. La Casa Bianca starebbe valutando l’introduzione di dazi su prodotti provenienti da Paesi europei e asiatici che hanno espresso contrarietà alle richieste statunitensi. Trump ha aggiunto: “Non è accettabile che alcuni Paesi pensino di poter beneficiare del nostro mercato senza rispettare le nostre priorità strategiche”.

Le reazioni dell’Unione Europea 

L’annuncio di Trump ha provocato una risposta immediata da parte dell’Unione Europea. In una nota ufficiale, Bruxelles ha sottolineato: “L’Unione Europea ribadisce il principio della difesa reciproca e invita gli Stati Uniti a rispettare gli accordi internazionali”. I diplomatici europei starebbero valutando possibili contromisure commerciali nel caso in cui Washington decidesse di procedere con l’introduzione dei dazi. Un portavoce della Commissione europea ha dichiarato: “Siamo pronti a difendere gli interessi dei nostri Stati membri”.

Le tensioni tra alleati e il nodo della difesa 

La questione della Groenlandia ha riacceso le tensioni tra Stati Uniti e alcuni dei loro principali alleati. La minaccia di nuovi dazi sarebbe legata anche al tema dell’obbligo di difesa reciproca previsto dagli accordi Nato. Alcuni Paesi europei avrebbero espresso preoccupazione per il rischio di una escalation commerciale e militare. Le discussioni tra le cancellerie europee e Washington proseguono, mentre la questione della Groenlandia resta al centro dell’agenda internazionale.

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