Salute e ambiente: la bici è la soluzione per una mobilità differente

Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato della Giornata mondiale senza auto in compagnia del Presidente di FIAB Alessandro Tursi.

Buongiorno presidente! Appello per la giornata mondiale senza auto: perché prendere la bici?

«Buongiorno, Kiss Kiss a tutti! Sarebbe troppo lunga come risposta. Diciamo che quest’anno si prende la bici per il caro carburanti, per razionare i combustibili per il prossimo inverno, e poi per convincerci a smetterla di utilizzare la nostra atmosfera come una discarica di Co2, che non si vede, non produce odore, ma fa danni; noi ogni volta che bruciamo un litro di benzina, di gas o di carburante, stiamo utilizzando l’atmosfera come discarica di un rifiuto indifferenziato. Poi i disastri ambientali li vediamo e contiamo i morti, purtroppo.»

Aggiungiamo anche che la bici fa bene, si risparmia e si migliora la salute, no?

«In Italia abbiamo la popolazione scolastica più sovrappeso d’Europa, è una cosa allarmante. Una rilevazione del 2010 parlava del 36% di ragazzi obesi e sovrappeso. Non è una questione estetica, ma di salute. Inoltre, siamo il Paese più anziano al mondo insieme al Giappone. È verificato che chi si muove in bici o a piedi ogni giorno ha un’età biologica otto anni inferiore di chi usa l’automobile. Vuol dire che l’ottantenne che usa tutti i giorni la bici o va a piedi ha la forma fisica del settantaduenne che va in automobile. Quindi, c’è tutto un problema di welfare, badanti, autonomia e qualità della vita che viene meno. Sono otto anni in più di salute.»

Parliamo di dati certificati da ogni organizzazione mondiale della salute esistente.

«Addirittura l’OMS ha creato un sistema di calcolo di quanto tempo ci vuole a recuperare il costo di una pista ciclabile sui risparmi sanitari. Bisogna farsi sentire coi propri sindaci, bisogna far sentire la propria voce. Sapete quel proverbio che dice “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”? Ecco, è il momento che la foresta che cresce faccia più rumore.»

Abbiamo letto che il mercato della bici in Italia sta traballando quest’anno, ci conferma questo dato?

«Non ci saranno i numeri stratosferici quest’anno, ma il mercato non sta traballando. Abbiamo avuto più di due milioni di pezzi venduti nel 2020, un milione e 980 mila nel 2021 ma dovuto ai colli di bottiglia della produzione: ci si doveva accontentare di ciò che si trovava perché le bici non arrivavano. Nonostante questo, e nonostante nel 2021 non ci siano stati gli incentivi dell’anno precedente, ci son stati quasi due milioni di pezzi venduti, e soprattutto sono aumentate le bici a pedalata assistita, che in un Paese come il nostro, con grandi distanze e molte zone collinari, è importantissimo. Quasi trecento mila pezzi lo scorso anno.»

Ci sono incentivi per chi volesse acquistare una bici in questo periodo?

«Statali no. Potrebbero esserci incentivi comunali o regionali. Adesso molti meno, perché non viene percepita l’emergenza, si doveva investire negli incentivi alle bici non nel far scendere il prezzo del carburante.»

Grazie presidente, a presto!

«A voi!»

Ascolta qui l’intervista integrale

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