Salario minimo, il punto di vista dei sindacati

Accordo dell'Unione Europea sul salario minimo e garantito. Ne parliamo con PierPaolo Bombardieri, Segretario Generale UIL.

Questa mattina a Radio Kiss Kiss con Max e Max abbiamo parlato dell’accordo UE sul salario minimo.

Per approfondire l’argomento è intervenuto PierPaolo Bombardieri, Segretario Generale UIL:

Come avete accolto questo accordo sui salari minimi?
«Molto bene, perché noi abbiamo lavorato per raggiungere questo risultato. In Europa la situazione non è omogenea, abbiamo 6-7 Paesi che hanno forti contratti nazionali, 20 Paesi, invece, che hanno salari minimi definiti dai Governi. Noi abbiamo chiesto alla Commissione Europea di assumere impegni affinché i salari minimi, laddove non ci fossero i contratti nazionali, vengano adeguati al costo della vita e all’aumento della valutazione dell’aumento dei costi e dell’inflazione. L’obiettivo della direttiva è rafforzare i contratti e noi siamo ben contenti che in Italia si sia aperta una discussione sul lavoro e sui minimi contrattuali. Ormai c’è la necessità di quantificare un salario minimo.»

Le parti si potrebbero accordare sui 9 euro netti l’ora?
«Nei contratti nazionali che abbiamo firmato con associazioni importanti i 9 euro sono superati dai minimi contrattuali. Noi preferiamo che siano i minimi contrattuali ad essere identificati come salario minimo, perché in molti casi sono più alti. Diciamo che può essere una base di partenza, però va valutato caso per caso e contratto per contratto. »

Quali settori sono, invece, nel limbo?
«Beh, soprattutto il settore dei servizi e del commercio. Ci sono contratti come quello della vigilanza privata, che sta ad un livello di ingresso di 4,60 euro l’ora ed è un contratto scaduto da sette anni. il contratto deve essere firmato dalle due parti e, nel caso della vigilanza, spesso l’accordo non si è raggiunto perché si tirano indietro. In casi come questo, se si riesce ad identificare un salario d’ingresso minimo dignitoso, bene; altrimenti che intervengano il Governo e la politica. Noi dobbiamo combattere il lavoro povero, perché in questo Paese i lavoratori si stanno impoverendo, per l’effetto dell’inflazione ma anche perché ci sono una serie di contratti pirata.»

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