Oliva: “Un italiano su 4 guadagna meno del RdC”

Francesco Oliva è tsato ospite di Radio Kkiss Kiss per parlare di salario minimo, cuneo fiscale e rapporto annuale dell'INPS.

Il parere di Francesco Oliva, direttore di informazionefiscale.it, intervenuto oggi in diretta a Good Morning Kiss Kiss con Max e Max.

Buongiorno Francesco, benvenuto.

«Buongiorno, Kiss Kiss a voi.»

Cosa sta succedendo con i salari e cosa potrebbe cambiare?

«È da un paio di mesi che si parla in continuazione di cuneo fiscale, cioè la differenza tra il lordo percepito e il netto che arriva in busta paga. L’Italia è quinta in Europa per cuneo fiscale. Si parla di un cuneo fiscale altissimo. Un intervento dello scorso anno ha portato a una piccola riforma dell’IRPEF che ha rimodulato le aliquote, e poi soprattutto con l’assegno unico. In queste settimane si parla di potenziare la parte legata alle aliquote, quindi di introdurre un’ulteriore riduzione. Si può fare in due modi: o con una misura simile al bonus 200 euro, dunque una riproposizione del bonus Renzi, ma non si sa in quali modalità; oppure un’ulteriore riduzione delle aliquote. Il percorso è iniziato, da gennaio a oggi, la maggior parte degli italiani ha guadagnato qualcosa in busta paga. Come sempre, si sarebbe potuto fare di più.»

Il Presidente INPS in questi giorni ha presentato un rapporto annuale sugli stipendi italiani, cosa si evince dal rapporto?

«È un rapporto drammatico, ci sono numeri incredibili. Giornalisticamente è passato che un italiano su quattro guadagna meno della quota del reddito di cittadinanza. Cioè, il 23% dei lavoratori italiani a tempo pieno guadagna meno di 780 euro. Il 10% guadagna meno di 1495 euro lordi e circa la metà guadagna meno di 2000 euro lordi.

Occorre anche qui un intervento forte sul tema delle diseguaglianze, che l’INPS la attribuisce a due fattori: troppe modalità contrattuali diverse, in Italia esistono 1011 forme di contratti differenti. Poi, il salario minimo, su cui però abbiamo già delle differenze: a livello europeo sono state approvate delle normative che dovrebbero portarci ad avere il salario minimo per legge anche in Italia.»

Però anche in questo caso gli escamotage si trovano.

«Come per il reddito di cittadinanza, anche qui è una questione di controlli. Una volta decisa una misura, bisogna sempre controllare che venga attuata in modo perfetto.»

A proposito, direttore, è una leggenda metropolitana o è vero che il Reddito di cittadinanza sta influenzando il mercato del lavoro quest’anno?

«Lo sta influenzando. Qui si apre una discussione infinita sul fatto che sia positivo o negativo, in generale, prendendo i rapporti INPS, ci sono diversi fattori positivi. Innanzitutto, il reddito di cittadinanza è intervenuto nel biennio critico 2020-21, arrivando a circa 2 milioni di famiglie, e consentendo di risolvere delle situazioni di indigenza molto gravi. La misura non va intesa solo ed esclusivamente come beneficio economico, ma come sistema. È chiaro che mancano delle misure di raccordo tra reddito, centri dell’impiego e anche l’istruzione. Moltissimi centri per l’impiego – e in questo caso la responsabilità forse è dei comuni – non stanno attuando correttamente le misure.»

Grazie al direttore Francesco Oliva.

«Grazie a voi, Kiss Kiss a tutti!»

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