Flat tax e tregua fiscale: i nuovi provvedimenti del governo

Flat tax e pace fiscale: il governo sta prendendo le proprie scelte. Su Radio Kiss Kiss, ce le ha spiegate Francesco Oliva.
Questa mattina, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato di fisco, specificamente di flat tax e tregua fiscale, su cui il governo è intenzionato a investire molto. Per fare il punto, è intervenuto l’esperto di fisco Francesco Oliva.

Bentornato Francesco! Ci spieghi il meccanismo della flat tax e quanto potrebbero risparmiare i lavoratori autonomi come se avessimo quattro anni?

«Buongiorno, Kiss Kiss a tutti e auguri! Allora, sugli autonomi il governo ha previsto una doppia flat tax. È previsto il potenziamento del regime forfettario, cioè un innalzamento dei ricavi annui che passano da 65.000 a 85.000 euro.»

Ti interrompo per una domanda di un radioascoltatore. Il reddito a cui si fa riferimento è quello del 2021 o del 2022?

«Parte dal 2023. Però in questo caso non parliamo di reddito ma di volume di affari. Il reddito è collegato alla flat tax incrementale, che comunque vale dal 2023. Ma in questo caso, il 2022 è uno dei tre anni da tenere in considerazione per il calcolo. Non è applicabile ai titolari di regime forfettario però, bensì agli altri titolari di partita iva. Abbiamo fatto una simulazione: il contribuente che ottiene il massimo dell’incremento può risparmiare fino a 7.000 euro in un anno. Attenzione perché la flat tax incrementale vale solo sulla dichiarazione dei redditi del 2024, periodo di imposta 2023. Poi c’è una terza flat tax sui lavoratori dipendenti, però anche qui abbiamo sottolineato che è una definizione impropria, e riguarda solo i premi di produttività, che possono essere detassati pagando solo il 5% fino a 3.000 euro. Ma non siamo nel campo degli autonomi.»

Un’altra domanda da un ascoltatore. I forfettari che hanno aperto negli ultimi due anni entrano nel calderone o c’è un discorso a parte?

«Loro possono entrare nel nuovo regime, quindi non ci sono grandi novità, se non che loro applicano il 5%, perché si trovano nel periodo di start up. Possono conseguire ricavi sino ad 85.000 euro nel 2023, pagando il 5% anziché il 15%.»

C’è ancora possibilità di scegliere se rimanere normali partite iva o entrare nel mondo della flat tax? Oppure l’ingresso è automatico?

«È automatico. Dobbiamo distinguere però. Per il regime forfettario, i requisiti sono automatici, cioè una volta che l’anno precedente si sono verificate certe situazioni, si va in automatico. Anche sulla flat tax incrementale si va in automatico, ma in questo caso non è l’accesso ad un regime, ma la possibilità di fiscalizzare una parte dell’aumento del proprio reddito nella prossima dichiarazione dei redditi.»

Altra nota dolente per molti italiani è quella della cancellazione delle cartelle esattoriali tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015 inferiori ai 1.000 euro. Come funziona?

«Qui abbiamo una novità rispetto agli anni precedenti. È confermato il cosiddetto “stralcio” delle cartelle fino a 1.000 euro, vengono stralciate totalmente. Ma rispetto ai precedenti, c’è una normativa speciale, che può essere disattivata da enti come il comune, è una novità che riguarda soprattutto le multe. Non saranno più ricomprese all’interno dello stralcio, a meno che non siano i comuni a disporlo con un provvedimento autonomo. Potenzialmente saranno molto pochi i comuni che applicheranno questo tipo di provvedimento. Consideriamo che nelle grandi città italiane, soprattutto le città metropolitane, la voce “multe” è tra le tre maggiori fonti di ricavo nel bilancio. Quindi attenzione, le multe non vengono cancellate in automatico. Sicuramente verranno cancellati gli interessi, ma le multe no.»

«Il tema della tregua fiscale quest’anno è molto ampio. È stata confermata la “rottamazione quater”, che non stralcia il debito, ma ci dà la possibilità di rateizzarlo in molti più anni senza pagare sanzioni.»

Grazie Francesco e auguri per il nuovo anno!

«Tanti auguri a tutti!»

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