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Nino Manfredi, il figlio Luca: “Ho conosciuto mia sorella al funerale di mio padre”

Luca Manfredi racconta al Corriere della Sera le infedeltà del padre Nino e la scoperta della sorella al suo funerale.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Luca Manfredi ripercorre la figura del padre Nino Manfredi, a cento anni dalla nascita, restituendone un ritratto intimo e sfaccettato. Attore simbolo della Commedia all’italiana, regista e anche cantante, Manfredi viene ricordato dal figlio con affetto ma senza retorica.

«È uno dei miei omaggi postumi, dove però non ne faccio un santino, ma descrivo pregi e difetti», spiega Luca, che al padre ha dedicato un libro insieme al film-tv In arte Nino e al documentario Uno, nessuno, cento Nino.

L’artista tra cinema e musica

Nel colloquio viene ricordata anche la parentesi musicale dell’attore: «anche cantante – ricorda suo figlio Luca Manfredi al Corriere della Sera – Nel 1970 fu ospite del Festival di Sanremo ed ebbe grande successo interpretando Tanto pe’ cantà, una famosa canzone del 1932: un brano non proprio spensierato, semmai malinconico…».

Un episodio che conferma la versatilità di Manfredi, capace di passare con naturalezza dal teatro al cinema, fino alla televisione e alla musica.

«Aveva un carattere difficile»

Tra i ricordi più sinceri, Luca Manfredi non nasconde gli aspetti più complessi del carattere paterno: «Si, aveva un carattere difficile», ammette nell’intervista. E aggiunge, parlando delle numerose scappatelle: «Di scuse soprattutto a mamma ne avrebbe dovute chiedere parecchie…».

Un ritratto che si fa ancora più diretto quando ricorda un episodio raccontato in famiglia: «Dopo la prima notte di nozze, Nino la guarda stralunato ed esclama scherzando: “ E mo’ devo sta’ co’ te per tutta la vita?”…. tutto si può dire, tranne che fosse un marito fedele».

Il capitolo Tonina

Dalle relazioni extraconiugali nacque anche Tonina, sorellastra di Luca. Nell’intervista al quotidiano, il figlio racconta senza filtri quella vicenda: «Nino non aveva intenzione di riconoscerla, negava la sua paternità, ma fu costretto a tornare a Sofia, dove era stata concepita, per sottoporsi alle analisi del sangue: dal Dna venne fuori la verità. Io l’ho conosciuta al funerale di mio padre. Tina mi venne vicino e mi disse: sono tua sorella. Io le risposi: quale migliore occasione di questa per conoscerci? E pensare — conclude — che Erminia rinunciò alla sua carriera da indossatrice per dedicarsi completamente a lui. È stata il suo puntello, gli ha dato stabilità nei 50 anni che hanno condiviso. Senza di lei, forse, si sarebbe perso: d’altronde, accanto a grandi uomini ci sono sempre grandi donne…».

Un padre tra rigore e fragilità

Nonostante le ombre, Luca riconosce al padre un insegnamento profondo: «Nino è stato un insegnante di vita, perché veniva dalla povertà: era molto rispettoso del denaro, del cibo… a casa non si buttava via niente, riciclava gli avanzi, persino i vini avanzati li miscelava in un unico bottiglione che riponeva in frigorifero: lo avevamo soprannominato il “piccolo chimico” di schifezze imbevibili…».

Un uomo cresciuto tra sacrifici, segnato da insicurezze soprattutto negli ultimi anni. Luca ricorda anche un episodio significativo: quando stava preparando la serie-tv Un posto tranquillo, fu proprio il padre a chiedergli una parte. «Cioè lui, un gigante dello spettacolo, chiedeva a me, che ero praticamente alle prime armi, una raccomandazione per interpretare un ruolo! E sono stato proprio io a raccomandarlo alla produzione!».

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